Il primo ministro serbo Miloš Vučević si è dimesso dopo mesi di proteste contro il suo governo

Miloš Vučević durante una conferenza stampa nel 2023 (AP Photo/Darko Vojinovic)
Miloš Vučević durante una conferenza stampa nel 2023 (AP Photo/Darko Vojinovic)

Martedì il primo ministro della Serbia, Miloš Vučević, si è dimesso, dopo tre mesi di grosse proteste nel paese contro il governo. Le proteste erano cominciate a causa del crollo di una tettoia in una stazione ferroviaria lo scorso 1° novembre, che aveva causato 15 morti. L’incidente è considerato dai manifestanti emblematico della corruzione diffusa nel paese durante gli anni al potere del presidente Aleksandar Vučić, che è stato primo ministro fra il 2014 e il 2017 e da allora è presidente. Nel corso dei mesi i manifestanti sono passati dalle proteste contro la corruzione a contestare direttamente il governo.

Vučević ha detto che le sua dimissioni sono dovute all’aggressione lunedì di un gruppo di manifestanti da parte di alcuni uomini che sarebbero usciti dalla sede locale del partito di governo a Novi Sad, la seconda città del paese, dove era crollata la tettoia a novembre. Il primo ministro ha detto che le sue dimissioni sono già state accettate dal presidente, ed entro 30 giorni dovranno essere confermate anche dal parlamento, che dovrà poi nominare un nuovo primo ministro o convocare elezioni anticipate. Questo secondo scenario è considerato più probabile. Con le sue dimissioni anche tutti gli altri membri del governo sono decaduti: fino alla nomina dei loro sostituti manterranno la propria posizione con poteri limitati.

Sia Vučević che il presidente Vučić fanno parte del Partito Progressista Serbo (SNS), che ha posizioni nazionaliste: lunedì avevano annunciato un rimpasto di governo. Vučević è primo ministro dal 2024: in precedenza era stato ministro della Difesa e sindaco di Novi Sad. Vučević ha detto che anche l’attuale sindaco, Milan Đurić, si dimetterà oggi. In tutto per la vicenda sono accusate 13 persone, fra cui il ministro dei Lavori pubblici, Goran Vesić, che si è dimesso ed è anche stato arrestato e poi rilasciato. I manifestanti in realtà non hanno chiesto esplicitamente le dimissioni del governo, ma solo che i suoi esponenti si assumano le responsabilità per l’accaduto.

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