Il vescovo di Bolzano si è scusato per gli abusi sessuali nella sua diocesi

Ha parlato dell'indagine pubblicata nei giorni scorsi e ha annunciato che saranno introdotte nuove misure per gestire in modo più efficace i casi

Il vescovo di Bolzano e Bressanone Ivo Muser durante la conferenza stampa sugli abusi nella Chiesa altoatesina, 24 gennaio 2025 (ANSA)
Il vescovo di Bolzano e Bressanone Ivo Muser durante la conferenza stampa sugli abusi nella Chiesa altoatesina, 24 gennaio 2025 (ANSA)

Venerdì il vescovo di Bolzano, Ivo Muser, ha chiesto scusa per gli abusi sessuali su minori commessi nella sua diocesi e raccontati in un rapporto indipendente pubblicato lunedì. «Chiedo perdono ai soggetti coinvolti, alle comunità parrocchiali, ai sacerdoti accusati e ai fedeli della nostra diocesi per le mie mancanze come vescovo, assumendomene ogni responsabilità» ha detto Muser. Il vescovo ha aggiunto che alla luce della perizia è urgente un cambiamento culturale all’interno della Chiesa cattolica, affinché vengano riconosciuti gli abusi commessi e si operi in modo adeguato per evitare che ne vengano commessi altri.

L’indagine era stata commissionata dalla diocesi di Bolzano-Bressanone allo studio legale Westpfahl Spilker Wastl di Monaco di Baviera, in Germania, che aveva già esperienza sul tema. I legali hanno avuto accesso agli archivi diocesani, ma il vescovo non aveva potuto leggere le 631 pagine del rapporto finché non sono state presentate al pubblico lunedì. Per questa ragione la diocesi aveva organizzato una conferenza stampa in cui commentare i risultati del rapporto soltanto per oggi, venerdì 24 gennaio. Muser ha spiegato al Post che negli scorsi anni si era parlato della necessità di affidare una perizia a un ente indipendente durante i consigli diocesani, e che la «gran parte» dei sacerdoti si era detta d’accordo.

Lo studio ha accertato 67 casi di abuso su minori in sessant’anni, dal 1963 al 2023, nella diocesi di Bolzano-Bressanone. Le vittime presunte sono state in tutto 75, mentre i sacerdoti accusati con certezza o con alta credibilità sono 29. «Sappiamo che ciò che leggiamo nella perizia è solo la punta dell’iceberg», ha commentato Muser, che venerdì ha invitato le persone a farsi avanti per segnalare eventuali altri casi di abusi.

Durante la conferenza stampa Muser ha anche detto di assumersi personalmente la responsabilità per gli errori commessi nella gestione del caso:

«La relazione evidenzia gravi omissioni – non solo a livello sistemico, ma anche personale. Io personalmente voglio dirvi: mi assumo la responsabilità per gli errori che sono stati commessi durante il mio mandato e da me. Questi includono: insufficiente controllo dei sacerdoti sospetti; riluttanza nell’adottare chiare misure preventive nei confronti dei sacerdoti accusati; documentazione carente nel delineare i passaggi nella gestione dei casi di abuso.»

Muser ha detto che la sua diocesi introdurrà nei prossimi mesi una serie di nuove misure contro gli abusi nella Chiesa. Tra queste ci sono linee guida vincolanti per la gestione dei casi di abuso sviluppate da una commissione di esperti e l’istituzione di un gruppo interdisciplinare per esaminare subito i casi dei sacerdoti accusati che sono ancora vivi. Inoltre, Muser ha detto che intende rafforzare la presenza delle donne tra le cariche dirigenziali nella diocesi, come raccomandato peraltro dal rapporto. Il 68 per cento delle persone vittime di abuso erano femmine e la maggior parte di coloro che si sono rivolti agli avvocati negli anni sono state donne.

Muser ha aggiunto che la Chiesa deve introdurre nel suo modo di operare una “cultura dell’errore”, finora molto carente: è un altro aspetto centrale del dossier.

– Leggi anche: L’importanza del rapporto sugli abusi sessuali nella diocesi di Bolzano-Bressanone