La Bulgaria ha infine un nuovo governo, dopo un lungo stallo istituzionale

Giovedì in Bulgaria il nuovo governo, formato da una variegata coalizione di tre partiti, ha ottenuto la fiducia in parlamento con 125 voti (su 240 seggi), dopo quasi tre mesi dalle elezioni e quattro anni di crisi politica caratterizzata da esecutivi fragili, perlopiù tecnici, data l’impossibilità dei maggiori partiti di accordarsi tra di loro. Il nuovo primo ministro è Rosen Zhelyazkov, che tra il 2023 e il 2024 era stato presidente del parlamento e in precedenza ministro dei Trasporti. Giovedì ha detto che la priorità del suo governo sarà l’adozione dell’euro, che era già stata rinviata due volte per l’impossibilità del paese di raggiungere gli standard sull’inflazione richiesti dall’Unione Europea, di cui fa parte dal 2007.
Zhelyazkov fa parte del partito di centrodestra Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (GERB) dell’ex primo ministro Boyko Borisov, che era arrivato primo alle elezioni di ottobre. Oltre a GERB la coalizione include i Socialisti (BSP), un partito filorusso erede del Partito comunista che governò in modo autoritario il paese dal 1946 al 1990, e i sovranisti di C’è un popolo come questo (ITN). In passato i Socialisti e ITN sono già stati alleati, mentre è inedito che siano in coalizione con GERB. Insieme i tre partiti non hanno la maggioranza: ci sono arrivati grazie all’appoggio esterno del Movimento per i diritti e le libertà (DPS), che rappresenta la minoranza turca del paese. DPS si è impegnato a continuare a sostenere l’esecutivo nel corso della legislatura, con un accordo. La maggioranza di Zhelyazkov dipende dunque da un compromesso politico tra partiti con posizioni, in partenza, distanti.
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