In sei regioni dell’Ucraina le forniture di energia sono state interrotte in via preventiva, a causa di attacchi russi

Una centrale distrutta in un attacco di novembre 2024 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
Una centrale distrutta in un attacco di novembre 2024 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Mercoledì mattina la Russia ha attaccato le infrastrutture energetiche ucraine con circa 40 missili, 30 dei quali sono stati intercettati. L’attacco ha costretto le aziende energetiche a ricorrere a interruzioni preventive della corrente in sei regioni, tra cui quelle di Kharkiv e Zaporizhzhia, per evitare di mettere eccessivamente sotto pressione la rete elettrica nazionale e risparmiare energia. Tra le strutture colpite c’è anche una centrale elettrica nella regione di Leopoli, molto importante per il funzionamento dell’intera rete. Non ci sono notizie di persone uccise.

Ieri il ministro della Difesa russo aveva accusato l’Ucraina di aver attaccato la regione russa di Bryansk, in una delle più grandi offensive degli ultimi mesi, e aveva detto che l’attacco non sarebbe «rimasto senza una risposta». Nel corso della guerra, che va avanti da quasi tre anni, la Russia ha spesso preso di mira le infrastrutture energetiche ucraine, che considera obiettivi militari. Gli attacchi colpiscono indirettamente anche i civili, che restano senza energia elettrica o riscaldamento nei mesi più freddi dell’anno.

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