Una nave dell’ONG Sea Watch con a bordo il cadavere di un migrante ha potuto attraccare in Sicilia, a Pozzallo

(ANSA/US SEA WATCH)
(ANSA/US SEA WATCH)

Una nave dell’ONG Sea Watch con a bordo il cadavere di un migrante e altre 51 persone soccorse in mare al largo delle coste della Libia ha potuto attraccare in Sicilia, a Pozzallo, anziché a Ravenna come le era stato precedentemente ordinato. Ha ricevuto l’autorizzazione a sbarcare in Sicilia giovedì sera.

Le persone erano state soccorse in mare dalla nave Sea Watch 5 mercoledì: una di loro, già incosciente al momento del soccorso, era morta due ore dopo, nonostante i tentativi di rianimazione degli operatori di Sea Watch. Inizialmente le autorità italiane avevano rifiutato alla richiesta d’intervento dell’ONG, sostenendo che la nave fosse troppo distante dall’Italia e più vicina ad altri paesi, a cui spettava quindi la responsabilità del supporto.

Dopo diverse ore la Guardia costiera italiana era intervenuta per evacuare altre 4 persone in gravi condizioni, ma si era rifiutata di farsi carico del cadavere. Il corpo avrebbe quindi dovuto essere conservato sulla Sea Watch 5, che non ha una cella frigorifera né luoghi adatti alla conservazione di un cadavere, fino allo sbarco a Ravenna, il porto assegnato alla nave dalle autorità italiane. Per il viaggio sarebbero occorsi almeno 4 giorni. L’equipaggio della Sea Watch 5 ha detto di aver cercato di evitare il deterioramento del corpo riempiendo di ghiaccio ogni 4 ore la sacca che lo conteneva.

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