La prima misura economica del governo di Javier Milei

Il presidente argentino appena insediato ha annunciato la svalutazione del peso e grossi tagli alla spesa pubblica

(AP Photo/Natacha Pisarenko, File)
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Il ministro dell’Economia argentino Luis Caputo ha annunciato che il governo svaluterà il valore della moneta argentina, il peso, del 50 per cento contro il dollaro statunitense. Il tasso di cambio ufficiale sarà fissato a 800 pesos per 1 dollaro, contro gli attuali 360 circa.

Questa è la prima misura del governo di Javier Milei, economista ultraliberista e di estrema destra che ha vinto le elezioni presidenziali e che si è insediato domenica. Milei deve affrontare una crisi economica gravissima, un’inflazione al 147 per cento e una povertà dilagante, e in campagna elettorale ha mostrato di avere idee radicali e bizzarre per farlo: vuole ridurre la spesa pubblica all’osso, smantellare lo stato sociale, sostituire il peso con il dollaro statunitense e chiudere la banca centrale.

Era piuttosto atteso che tra le prime misure ci sarebbe stata la svalutazione della moneta nazionale. L’Argentina da anni fa i conti con un’inflazione fortissima e il peso è una valuta relativamente debole rispetto ad altre, per esempio quelle più forti con cui avviene la maggior parte degli scambi internazionali, come il dollaro o l’euro. Dall’anno scorso il tasso di cambio era stato tenuto fisso a 360 pesos per 1 dollaro in modo da evitare un’eccessiva perdita del potere di acquisto della popolazione, che con un tasso di cambio più alto e stabilito dal mercato si sarebbe trovata a pagare molto di più le importazioni di beni stranieri in dollari.

Un tasso di cambio fissato per legge, nonostante le finalità sociali di breve termine, genera però distorsioni a lungo andare perché non tiene conto del reale valore della moneta: tant’è che in Argentina è molto attivo il mercato nero dei cambi, dove viene scambiato il cosiddetto dolar blue a un tasso di cambio ben maggiore e più realistico di quello ufficiale. La svalutazione consente in parte di correggere queste distorsioni: il tasso di cambio ufficiale si avvicina al tasso di cambio non ufficiale, che è circa di 1.070 pesos per 1 dollaro.

Nel breve termine gli argentini si ritroveranno a pagare di più i beni stranieri, con il risultato che con la svalutazione probabilmente l’inflazione aumenterà ancora. Il ministro Caputo ha detto che «per qualche mese staremo peggio di prima» ma che «questa è la strada giusta».

– Ascolta Globo: Chi è Javier Milei

Il ministro Caputo ha accennato anche ad alcune misure di riduzione della spesa pubblica: il governo ridurrà i sussidi per l’energia e i trasporti e annullerà tutti i progetti di lavori pubblici che devono ancora essere avviati. Il numero dei ministeri verrà ridotto da 18 a 9 e anche gli altri dipartimenti del governo saranno ridotti. «Non ci sono più soldi, non possiamo continuare a spendere più di quanto incassiamo», ha detto Caputo.

Con una nota il Fondo Monetario Internazionale ha affermato di accogliere con favore le nuove misure, sostenendo che contribuiranno a stabilizzare l’economia e che porteranno a una crescita sostenibile nel tempo. L’Argentina è il maggiore debitore del Fondo e gli deve più di 40 miliardi di dollari, accumulati negli ultimi anni a fronte di vari piani di salvataggio.

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