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  • Domenica 10 dicembre 2023

I collaboratori di Navalny dicono di non avere sue notizie da giorni

Il principale oppositore di Putin è in carcere in Russia e le ultime informazioni su di lui dicono che si è ammalato  

Alexei Navalny filmato mentre è in videoconferenza durante un'udienza della Corte Suprema russa, il 22 giugno del 2023
Alexei Navalny filmato mentre è in videoconferenza durante un'udienza della Corte Suprema russa, il 22 giugno del 2023 (AP Photo/ Alexander Zemlianichenko)
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I collaboratori di Alexei Navalny, che è stato a lungo considerato il principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin, dicono di non avere sue notizie da giorni. Navalny ha 47 anni ed è in carcere per accuse che la stragrande maggioranza dei commentatori e degli esperti di libertà di espressione considera pretestuose, tra cui quella di aver fondato e finanziato attività e organizzazioni che le autorità russe ritengono «estremiste».

L’8 dicembre la presidente della Fondazione anti-corruzione di Navalny, Maria Pevchikh, ha scritto su X (Twitter) che nessuno riusciva a mettersi in contatto con lui da tre giorni: Navalny non si è presentato alle udienze previste, alle quali ormai da tempo partecipa in videoconferenza dal carcere di massima sicurezza in cui è detenuto, mentre ai suoi avvocati non è stato dato il permesso di vederlo. Pevchikh ha aggiunto che la settimana scorsa Navalny aveva avuto gravi problema di salute: la sua vita «è in grave pericolo», ha scritto, «al momento è in completo isolamento».

In base alle ultime informazioni sul suo conto, Navalny si è ammalato a causa delle cattive condizioni in cui è detenuto, tra cui la scarsità di cibo e la poca ventilazione nella sua cella, ha scritto in un post su Instagram sempre l’8 dicembre Ruslan Shaveddinov, a sua volta membro della Fondazione. I suoi collaboratori non ricevono sue lettere da più di una settimana, una cosa piuttosto insolita, e sembra che non gli siano nemmeno state recapitate quelle indirizzate a lui, ha aggiunto Kira Yarmysh, una di loro.

Il 7 dicembre i collaboratori di Navalny avevano lanciato una campagna sui social network per opporsi alla candidatura di Putin per il suo quinto mandato presidenziale, invitando gli elettori russi a non votare per lui: il giorno seguente, l’8 dicembre, Putin aveva annunciato formalmente che si sarebbe candidato. Ivan Zhdanov, il direttore della Fondazione, ha fatto sapere che quando gli avvocati di Navalny avevano chiesto al personale del carcere come mai non potessero vederlo, gli era stato risposto di «scrivere reclami e richieste».

Nel gennaio del 2021 Navalny era stato accusato e poi condannato per violazione della libertà vigilata dopo essere rientrato in Russia in seguito al discusso tentativo di avvelenamento, probabilmente organizzato dallo stesso regime russo. Nel maggio del 2022 era stato poi condannato ad altri 9 anni di carcere per frode e appropriazione indebita, accuse ritenute da lui e da moltissimi altri risibili e motivate politicamente. Dal giugno dello stesso anno è detenuto in una prigione di massima sicurezza circa 240 chilometri a est di Mosca, dove è sottoposto a un regime carcerario ancora più duro rispetto a quello che gli era stato imposto fino a quel momento.