Rishi Sunak contro la Corte europea dei diritti dell’uomo

Il primo ministro britannico dice che non permetterà «a un tribunale straniero di bloccare» i trasferimenti dei richiedenti asilo in Ruanda

La sede della Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, in Francia, il 27 settembre 2023 (AP Photo/Jean-Francois Badias)
La sede della Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, in Francia, il 27 settembre 2023 (AP Photo/Jean-Francois Badias)

Dopo che la Corte Suprema del Regno Unito ha dichiarato illegale il piano con cui il governo Conservatore intendeva trasferire in modo forzato i richiedenti asilo in Ruanda, il primo ministro Rishi Sunak ha annunciato che cercherà di attuare lo stesso il piano attraverso un disegno di legge che sarà presentato al parlamento. Sunak ha anche parlato della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), il tribunale internazionale che nel 2022 aveva bloccato il primo volo che avrebbe dovuto portare alcuni richiedenti asilo dal Regno Unito in Ruanda, dicendo:

Non permetterò a un tribunale straniero di bloccare i voli.

La CEDU ha sede a Strasburgo, in Francia, ma è un organo giurisdizionale che anche il Regno Unito riconosce, fin dalla sua fondazione nel 1959. Non è legata all’Unione Europea, da cui il Regno Unito è uscito nel 2020 (non deve essere confusa con la Corte di giustizia dell’Unione Europea, che ha sede in Lussemburgo), ma al Consiglio d’Europa, un’istituzione nata nel 1949 per promuovere la democrazia e i diritti umani.

Il Consiglio d’Europa è l’organo che ha prodotto la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, il trattato europeo più importante per il riconoscimento dei diritti umani, civili e politici, scritto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La CEDU è stata creata per farlo rispettare e si occupa soprattutto dei casi che riguardano la violazione dei diritti individuali e vi possono fare ricorso sia le persone che ritengono che uno dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa abbia violato i loro diritti umani, sia uno stato.

Per questo uno dei richiedenti asilo che avrebbero dovuto essere trasferiti, un uomo di 54 anni fuggito dall’Iraq, si era rivolto alla CEDU per non essere mandato in Ruanda. La Corte aveva concluso che l’uomo avrebbe subìto un’irreparabile violazione dei propri diritti se fosse stato portato nel paese africano perché non aveva ancora esaurito tutte le vie legali per chiedere asilo nel Regno Unito ed evitare la sua espulsione. Se fosse stato portato in Ruanda, aveva ritenuto la Corte, l’uomo avrebbe rischiato di non poter più tornare nel Regno Unito anche se in seguito un tribunale avesse accolto le sue richieste. In altre parole il Ruanda non è considerato un «paese sicuro».

Infatti tra il 2013 e il 2018, quando era in vigore un accordo fra il governo ruandese e quello di Israele analogo a quello proposto dal governo britannico, il Ruanda respinse verso i loro paesi di origine diverse persone che avevano presentato richiesta d’asilo in Israele. È la stessa ragione per cui la Corte Suprema del Regno Unito ha dichiarato illegale il piano per i richiedenti asilo del governo britannico. Sunak spera di cambiare il parere della corte facendo approvare una legge al parlamento che cambi il modo in cui viene considerato il Ruanda.

Durante la conferenza stampa in cui ha parlato della questione Sunak ha detto di non credere che la CEDU sia stata istituita per impedire a un paese di mandare delle persone in un paese considerato sicuro – è questa la posizione del governo britannico sul Ruanda. Però non ha detto che il suo governo vuole che il Regno Unito si ritiri dalla Corte o dal Consiglio d’Europa. Sarebbe un’iniziativa piuttosto eccezionale, in passato lo fece solo la Grecia, e temporaneamente, dopo il colpo di stato militare del 1967; la Russia attualmente non fa parte del Consiglio d’Europa perché ne è stata espulsa nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

Dopo che la CEDU aveva bloccato il primo volo dei richiedenti asilo dal Regno Unito al Ruanda alcuni politici Conservatori britannici avevano parlato di un possibile ritiro dal paese dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ma oggi il ministro dell’Interno James Cleverly ha escluso che sia una possibilità. Sunak invece ha parlato di un «processo di riforme», senza dare ulteriori dettagli.