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  • Lunedì 26 dicembre 2022

La fine del blocco delle bambole sessuali in Corea del Sud

Dopo un annoso confronto: non c'era una legge che vietasse di importarle, ma venivano confiscate alle dogane come oggetti che «ledevano» la morale pubblica

Un parlamentare con una bambola sessuale durante una discussione sull'importazione di questi oggetti, nel 2019 (Lee Jong-chul/ Newsis via AP)
Un parlamentare con una bambola sessuale durante una discussione sull'importazione di questi oggetti, nel 2019 (Lee Jong-chul/ Newsis via AP)
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La Corea del Sud smetterà di bloccare l’importazione di bambole sessuali, ovvero quegli oggetti, gonfiabili o simili a manichini, che riproducono corpi umani femminili o maschili in maniera più o meno realistica e che vengono usati per compiere atti sessuali. Anche se nel paese non esistevano leggi o norme che vietavano esplicitamente l’importazione di questo tipo di sex toys, centinaia di modelli venivano puntualmente confiscati alle dogane sulla base di un articolo di legge che vieta di importare nel paese oggetti che «danneggiano» le tradizioni e la morale pubblica.

La vendita di bambole sessuali in Corea del Sud non è vietata, ma generalmente la qualità di quelle prodotte nel paese è inferiore rispetto a quelle provenienti dall’estero. Lunedì l’agenzia doganale sudcoreana ha fatto sapere che comincerà ad applicare un nuovo regolamento rispetto all’importazione di questi oggetti, che spesso sono chiamati in maniera impropria “bambole gonfiabili”, un termine che tuttavia indica anche altri giocattoli che non hanno niente a che fare con scopi sessuali. In particolare, l’agenzia ha citato una serie di sentenze di tribunale emesse nell’ambito di alcune cause legali intentate dagli importatori di sex toys contro quello che era un divieto applicato di fatto e che aveva comportato grosse perdite economiche alle loro aziende.

Già nel 2019 la Corte Suprema sudcoreana aveva stabilito che l’importazione di alcuni tipi di bambole sessuali fosse legittima, visto che si trattava di oggetti usati nella vita privata. Ciononostante, l’agenzia doganale nazionale aveva continuato a ritenerli oggetti osceni che ledevano la morale pubblica, e a confiscare quelli provenienti dall’estero. Alcuni funzionari dell’ente citati da Associated Press hanno detto che probabilmente l’agenzia è ancora in possesso di più di mille esemplari confiscati a partire dal 2018.

L’agenzia ha anche citato le opinioni di alcuni enti governativi, tra cui il ministero per l’Uguaglianza dei generi e della famiglia, secondo cui le bambole sessuali sono oggetti che non ledono la dignità umana. Ha fatto sapere che comunque continuerà a vietare l’importazione di bambole sessuali che riproducono i corpi di bambine e bambini, che sono vietate anche in altri paesi, tra cui Stati Uniti, Australia e Regno Unito (in paesi come l’India è invece vietato del tutto importare sex toys, comprese le bambole). Già alcuni mesi fa l’agenzia doganale aveva annunciato che avrebbe cominciato a permettere l’importazione di oggetti usati a scopo sessuale che riproducevano parti anatomiche singole, come vagine e ani.

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