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  • venerdì 2 Dicembre 2022

Cosa sappiamo dell’incendio dell’automobile di Susanna Schlein ad Atene

Molto poco: non ci sono stati feriti e non si conoscono i responsabili, anche se Giorgia Meloni ha parlato di «matrice anarchica»

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Nella notte tra giovedì e venerdì è stata incendiata l’automobile della prima consigliera dell’ambasciata italiana di Atene, Susanna Schlein (che è la sorella dell’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein). L’esplosione non ha causato feriti, mentre accanto a un’altra auto di proprietà di Schlein è stata trovata una bomba molotov inesplosa: una circostanza che fa credere che l’attacco fosse mirato proprio contro Schlein. Sul caso stanno indagando la polizia greca e la procura di Roma.

Le ragioni e la responsabilità di quanto accaduto non sono chiare: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esprimendo la sua solidarietà a Schlein, ha parlato di «probabile matrice anarchica», anche se al momento non ci sono abbastanza informazioni per dare sostanza a questa ipotesi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva già pianificato per oggi una visita ad Atene per incontrare il primo ministro greco, ha detto che andrà anche all’ambasciata italiana.

Quello di consigliere d’ambasciata è il terzo grado della carriera diplomatica italiana: in particolare ad Atene Schlein è la seconda persona in carica dopo l’ambasciatrice, Patrizia Falcinelli.

Il giornale greco Ekathimerini, citando le parole di Meloni sulla «matrice anarchica», ha ipotizzato che l’incendio dell’auto di Schlein possa essere legato alle proteste dei gruppi anarchici in Grecia a sostegno di Alfredo Cospito, un militante anarchico italiano che il 20 ottobre aveva iniziato uno sciopero della fame in carcere per protestare contro la sua condanna al regime di detenzione a cui è sottoposto. Negli ultimi giorni ci sono state proteste anarchiche in suo favore anche in diverse città d’Italia: il collegamento con gli attacchi a Schlein però al momento è un’ipotesi molto difficile da verificare, e va presa con molte cautele.

Cospito è detenuto nel carcere di Sassari da alcuni anni, dove sconta una pena all’ergastolo: fu incriminato per aver gambizzato nel 2012 Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato della società Ansaldo Nucleare, e per un attentato con due bombe alla caserma dei carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, avvenuto nel 2006 senza morti né feriti.

Alcuni mesi fa i magistrati avevano deciso di cambiare il suo regime di detenzione, facendolo passare al “41-bis”, il cosiddetto “carcere duro”, dopo che era stato scoperto che negli ultimi 10 anni aveva intrattenuto rapporti epistolari con gruppi anarchici esterni al carcere: Cospito aveva iniziato lo sciopero della fame proprio per protesta contro questa decisione.

– Leggi anche: Lo sciopero della fame di un anarchico insurrezionalista contro il 41-bis e l’ergastolo ostativo