EasyJet ha detto che avvierà un piano con l’obiettivo di ridurre moltissimo le sue emissioni entro il 2050

(AP Photo/Antonio Calanni)
(AP Photo/Antonio Calanni)

Lunedì la compagnia aerea low cost EasyJet ha annunciato che a partire da gennaio 2023 interromperà il proprio programma di compensazione delle emissioni di gas serra, cioè quel meccanismo per cui diverse compagnie aeree “compensano” le emissioni di gas serra provocate dai propri voli finanziando progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili, di protezione delle foreste pluviali e di riforestazione. Al suo posto, EasyJet avvierà un significativo piano di riduzione delle emissioni entro il 2050.

EasyJet è una delle prime compagnie aeree a dire di voler interrompere i propri programmi di compensazione delle emissioni, che sono discussi e ritenuti da alcuni inaffidabili e insufficienti rispetto agli obiettivi di lotta al cambiamento climatico.

Concretamente il piano di EasyJet prevede la riduzione delle proprie emissioni del 35 per cento entro il 2035 e del 78 per cento entro il 2050, soprattutto attraverso il rinnovamento della propria flotta con velivoli alimentati a idrogeno, la cui combustione non produce inquinanti. La compagnia smetterà di pagare le compensazioni delle emissioni per tutti i voli prenotati dopo il prossimo dicembre, e introdurrà invece un’opzione di compensazione volontaria per i clienti al momento della prenotazione del volo.

Il programma di compensazione delle emissioni di EasyJet era stato avviato nel 2019 e aveva una durata triennale: si stima che sia costato alla compagnia circa 25 milioni di sterline l’anno. EasyJet non ha confermato questa cifra, ma ha sostenuto di essere pronta a «non investire meno» per cercare di rendere i propri voli meno inquinanti e più sostenibili.

– Leggi anche: Le compensazioni delle emissioni delle compagnie aeree sono affidabili?