I delfini possono essere amichevoli anche con gli estranei

Alle Bahamas è stato osservato che due gruppi di cetacei condividono lo stesso territorio da anni: era tutt’altro che scontato

Un'interazione tra due delfini maschi appartenenti a due gruppi diversi, alle Bahamas (Dolphin Communication Project)
Un'interazione tra due delfini maschi appartenenti a due gruppi diversi, alle Bahamas (Dolphin Communication Project)
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Normalmente, quando due gruppi di mammiferi di una stessa specie si incontrano, si scontrano. Specialmente tra maschi, che competono tra loro per potersi accoppiare con le femmine, le interazioni sono violente. Tra i delfini però forse non va sempre così, pare: due diversi gruppi di ricerca che studiano questi cetacei alle Bahamas, nei Caraibi, hanno osservato due gruppi di stenelle maculate atlantiche (Stenella frontalis) che negli ultimi anni si sono trovati a condividere lo stesso territorio senza grosse tensioni, anzi, sembrano essere in buoni rapporti.

Tutto è cominciato nel 2013, quando un gruppo composto da 52 stenelle si è spostato dal proprio territorio nel Piccolo banco delle Bahamas, una delle piattaforme sommerse che si estendono intorno all’arcipelago, fino alla zona di Bimini, le isole più vicine agli Stati Uniti, 150 chilometri più a sud: lì viveva già un gruppo di 120 stenelle. Diversamente da quanto ci si sarebbe potuto aspettare i delfini dei due gruppi non hanno lottato per il controllo del cibo della zona, ma hanno interagito fin da subito in modo pacifico e da allora si sono parzialmente mescolati: nuotano insieme e probabilmente (sono attesi test genetici per confermarlo) si sono anche accoppiati tra loro negli anni.

I delfini sono animali sociali e vivono in gruppi. All’interno di questi gruppi i singoli delfini possono stringere legami particolari con altri specifici delfini, che nel tempo possono evolvere: le “amicizie” in sostanza si stringono e si allentano, e nel corso della vita un delfino può legare con diversi altri animali. Comportamenti simili si vedono anche in altre specie di mammiferi sociali, come gli scimpanzé e i bonobo, gli animali più simili agli umani. Tra le altre cose, nelle società dei delfini esistono “amicizie” anche tra maschi, che comunemente si vedono toccarsi a vicenda con le pinne pettorali, nuotare, andare in profondità insieme e interagire in comportamenti sessuali.

Le stenelle di Bimini erano studiate dagli scienziati del Dolphin Communication Project, una ONG che lavora per capire cose in più sulle società dei delfini e sul loro modo di comunicare, e che ha documentato e analizzato le interazioni con le stenelle del Piccolo banco delle Bahamas per cinque anni. Nel 2013 riguardavano solo pochi delfini, ma già l’anno successivo femmine e maschi di tutte le età di entrambi i gruppi si erano mescolati «senza segni di aggressività», ha spiegato Nicole Danaher-Garcia, una biologa del Dolphin Communication Project a Science.

I membri dell’organizzazione hanno preso nota di quali delfini passavano più tempo insieme ad animali dell’altro gruppo, toccandosi e sfregandosi l’uno contro l’altro. «Spesso li si vede sfregare le pinne pettorali l’uno contro l’altro, come se giocassero a “batti-batti-le-manine”», ha raccontato sempre Danaher-Garcia al New York Times. Altre volte toccano con la fronte la pancia di un altro delfino, un comportamento che indica un legame particolarmente forte ed è insolito, osservato anche tra diversi maschi dei due gruppi: «Al delfino che lo fa deve piacere l’altro, e questo deve fidarsi per lasciarglielo fare». Se normalmente le amicizie tra delfini maschi si formano tra animali giovani, nel caso delle stenelle a Bimini si sono create anche tra adulti: un’ipotesi degli scienziati è che sia successo per creare delle collaborazioni contro predatori e prede.

In alcuni casi i delfini manifestavano i comportamenti che solitamente si vedono nel corteggiamento. In particolare i maschi “immigrati” corteggiavano le femmine di Bimini, mentre i maschi “locali” non facevano lo stesso con le femmine “immigrate” – gli scienziati non sanno perché.

In generale le interazioni amichevoli tra i due gruppi di delfini fanno pensare a quelle che avvengono tra bonobo, la cui società, a differenza di quella dei più violenti scimpanzé, non è basata su gerarchie maschili e sull’uso della violenza, ma su un matriarcato in cui il sesso è usato per risolvere i conflitti, sia tra maschi e femmine, che tra femmine e femmine e maschi e maschi. Secondo Danaher-Garcia è possibile che le stenelle «usino i comportamenti sessuali per stemperare la tensione, come i bonobo». Un’ipotesi del perché le cose siano andate così è che la zona di Bimini sia talmente ampia e ricca di cibo da non richiedere competizione per l’accesso alle risorse.

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I risultati dello studio di Danaher-Garcia e colleghi sono stati pubblicati il 3 agosto sulla rivista Royal Society Open Science. Pochi giorni prima, su Marine Mammal Science, era uscito un altro studio sugli stessi due gruppi di stenelle realizzato in modo indipendente dagli scienziati del Wild Dolphin Project, un’altra ong che dalla metà degli anni Ottanta studia i delfini del Piccolo banco delle Bahamas e che ha seguito gli spostamenti delle 52 stenelle “migranti”: ha documentato le interazioni con l’altro gruppo di delfini tra il 2015 e il 2020.

A differenza della squadra di Danaher-Garcia, quella del Wild Dolphin Project, guidata dalla biologa Denise Herzing, ha osservato alcuni scambi aggressivi tra i due gruppi di delfini, quelli tipici dei momenti in cui i maschi si scontrano per ottenere un’occasione di accoppiamento. Si tratta comunque di interazioni frequenti, che si osservano anche all’interno di un unico gruppo di delfini. È inoltre possibile che tra le due organizzazioni che studiano le stenelle i comportamenti giudicati aggressivi siano un po’ diversi, hanno sottolineato sia Herzing che Danaher-Garcia.

Sulle stenelle di Bimini saranno fatti altri studi in futuro. Potranno essere utili per capire come tra diverse specie – oltre ai bonobo – possano crearsi rapporti pacifici, che in generale nel mondo animale sono rari. Potrebbe essere un modo per capire meglio anche come si siano evoluti tra gli umani.

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