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  • Venerdì 18 febbraio 2022

Cosa dicono le immagini satellitari scattate ai confini dell’Ucraina

C'è grande fermento di truppe e mezzi militari russi, soprattutto in Bielorussia, ma ottenere prove di una minaccia imminente non è così semplice

Un'immagine diffusa da Maxar mostra alcuni elicotteri militari russi in una base militare pressi del lago Donuzlav, in Crimea, 13 febbraio 2022 (EPA/MAXAR TECHNOLOGIES HANDOUT)
Un'immagine diffusa da Maxar mostra alcuni elicotteri militari russi in una base militare pressi del lago Donuzlav, in Crimea, 13 febbraio 2022 (EPA/MAXAR TECHNOLOGIES HANDOUT)

Dall’inizio della settimana la Russia ha detto più volte di avere ritirato parte delle decine di migliaia di truppe che aveva ammassato al confine con l’Ucraina, cosa che aveva aumentato molto le tensioni con i paesi occidentali. Le agenzie di intelligence statunitensi ed europee fanno sapere che la presunta smobilitazione dell’esercito russo non si è ancora vista concretamente, anzi: diverse immagini satellitari diffuse dai media occidentali sembrano confermare che la Russia stia consolidando la sua presenza al confine con l’Ucraina e che sia pronta per un’invasione di terra, anche se ottenere prove di un attacco imminente rimane piuttosto complesso.

Le immagini pubblicate dai giornali provengono da Maxar, una società che ha sede in Colorado (Stati Uniti) e si occupa di comunicazioni satellitari. Nelle ultime settimane Maxar ha tenuto d’occhio i territori che confinano con l’Ucraina in Russia ma soprattutto in Bielorussia, dove da qualche giorno l’esercito russo è impegnato in una esercitazione assieme a quello bielorusso.

Una delle immagini che sono più circolate sui social network, soprattutto fra gli analisti che si occupano di difesa e sicurezza, riguarda un nuovo ospedale da campo costruito nei giorni scorsi proprio in Bielorussia nei dintorni della città di Osipovichi, a circa 300 chilometri di distanza in linea d’aria dal confine ucraino. «La sua costruzione può far parte legittimamente di una esercitazione su larga scala, oppure può rappresentare un’indicazione che ci si aspettano feriti di guerra da un conflitto imminente», ha commentato su BBC News il giornalista Frank Gardner, che si occupa soprattutto di sicurezza. La foto diffusa da Maxar è stata scattata lunedì 14 febbraio. L’ospedale da campo è la struttura col tetto rossiccio.

Un’altra immagine molto discussa mostra un ponte galleggiante costruito sul fiume Pripyat, a pochi chilometri dal confine fra Ucraina e Bielorussia. Il ponte è piuttosto largo e potrebbe essere stato costruito per trasportare veicoli militari, ma il giornalista di Sky News Jack Taylor, esperto di analisi dati, fa notare che «dalle immagini satellitari scattate il 15 febbraio non è possibile capire se il ponte sia stato costruito soltanto come parte di una esercitazione».

Altre due immagini fanno pensare che la Russia stia ammassando al confine anche decine di mezzi militari, oltre che di truppe. Nella base bielorussa di Brestsky, al confine con l’Ucraina ma anche con la Polonia, sono arrivati veicoli militari che sembrano montare artiglieria pesante (sono i puntini neri che si vedono nell’ultima foto qui sotto, pubblicata dalla giornalista di NBC News Bianca Britton).

Sempre in Bielorussia nella base dell’aeronautica di Zyabrovka, a poche decine di chilometri dal confine ucraino, il 16 febbraio sono stati fotografati una ventina di elicotteri da combattimento. Una delle possibilità più citate dagli analisti in questi giorni è che un’invasione di terra da parte dell’esercito russo possa essere preceduta da un bombardamento aereo.

Citando altre immagini pubblicate da Maxar, Reuters parla di un aumento delle attività anche in Crimea, la penisola che faceva parte dell’Ucraina e nel 2014 fu invasa e occupata da miliziani filorussi.

Diversi analisti invitano comunque alla prudenza quando si commentano immagini del genere. «In alcune basi si vede qualcosa che sembra un grande fermento, ma per capire davvero cosa stia succedendo e quali unità militari siano coinvolte ci vogliono molte più informazioni», ha detto ad Associated Press Hans Kristensen, analista del Nuclear Information Project della Federation of American Scientists.