• martedì 7 Dicembre 2021

Una canzone di Roberto Vecchioni

E cose di madri

(Daniela Franceschelli/Pacific Press via ZUMA Wire)

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Il Guardian ha raccolto dieci conclusioni a cui si giunge dopo aver visto Get Back: sono abbastanza d'accordo su tutto, fuorché sulle scuse a Yoko Ono. Perché l'ho sempre difesa, e perché anche se è vero che non fu colpa sua lo scioglimento dei Beatles, non è che dal film esca come questo genio (ho detto che non esce: magari lo era ma dissimulava bene). Altri pareri, e il mio, in Tienimi Bordone di venerdì.
Se pensate che non troverete mai le sette ore e mezza necessarie, o che non vi abbonerete a Disney+ per questo, fate male: ma se continuate a pensarlo, su YouTube è pieno di spezzoni di Get Back per divertirvi.
Cito ancora il Guardian, perché degli inglesi ci si può fidare un po' di più degli americani, come gusti: e benché le classifiche delle cose migliori dell'anno ognuno ha le sue, starei alla larga da quelle degli americani, appunto, a cui da una quindicina d'anni piace della vera robaccia. Quella del Guardian trova che la canzone migliore dell'anno sia dei Self esteem (che sono una persona sola, Rebecca Taylor) e ci si può stare, vedete voi.
Il Post ha raccontato la vecchia ma sempre affascinante storia di Smoke on the water dei Deep Purple.
I Duran Duran più stazzonati che mai che fanno ancora una volta Save a prayer.

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