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  • domenica 14 Novembre 2021

Il caso di un cassiere di banca scomparso è stato risolto dopo 52 anni

Nel 1969 aveva rubato 215mila dollari a Cleveland e poi era sparito: è stato rintracciato la settimana scorsa, sei mesi dopo la sua morte

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La settimana scorsa la polizia federale degli Stati Uniti ha risolto il caso di un furto compiuto nel 1969 da Theodore John Conrad, un cassiere di banca di Cleveland che aveva rubato 215mila dollari per poi sparire nel nulla. Conrad era uno dei fuggitivi più ricercati negli Stati Uniti e il suo furto è considerato uno dei più cospicui e celebri nella storia della città. Gli agenti sono riusciti a ricostruire la sua storia grazie ad alcuni documenti e all’aiuto della famiglia, a cui Conrad aveva confessato quello che aveva fatto prima di morire, lo scorso maggio: si era creato una nuova identità e aveva vissuto per più di cinquant’anni vicino a Boston, integrandosi nella comunità, senza essere mai scoperto.

Conrad compì il furto alla fine del turno di lavoro in banca l’11 luglio del 1969, un venerdì. Aveva vent’anni: nascose i 215mila dollari in una busta di carta senza farsi vedere da nessuno e poi scappò. I colleghi si accorsero che il denaro mancava soltanto il lunedì successivo: aveva rubato l’equivalente di circa 1 milione e 600mila dollari di adesso e da quel momento nessuno seppe più che fine avesse fatto.

Nel comunicato con cui la polizia ha detto di aver risolto il caso della sua scomparsa, si spiega che un anno prima del furto Conrad era rimasto impressionato dal film del 1968 Il caso Thomas Crown, in cui il protagonista, interpretato da Steve McQueen, crede di aver compiuto il furto perfetto: secondo le ricostruzioni della polizia, Conrad si era quindi vantato con gli amici di quanto sarebbe stato facile per lui rubare i soldi dalla banca in cui lavorava, e aveva persino detto loro di avere l’intenzione di farlo. Tra le altre cose, CNN ha notato che Lynnfield, la località dove si era trasferito e aveva messo su famiglia dopo aver cambiato il nome in Thomas Randele, era vicina al luogo in cui era stato girato il film.

Mentre Conrad si era costruito una nuova identità, lavorando per quarant’anni in una concessionaria di auto di lusso, la polizia lo aveva cercato ovunque: dalla California alle Hawaii, dal Texas all’Oregon. Il suo caso era stato discusso tra gli altri dai programmi tv “America’s Most Wanted” e “Unsolved Mysteries”. Negli ultimi mesi le indagini avevano infine portato gli agenti a cercarlo in Massachusetts, scoprendo che era sempre stato lì dal 1970, ma anche che lo scorso maggio era morto a 71 anni per un cancro ai polmoni.

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Prima di morire, Conrad aveva detto ai familiari di aver cambiato identità e di aver compiuto il furto. La famiglia tuttavia non aveva contattato immediatamente le autorità, e la polizia è riuscita a risolvere il caso dopo aver riscontrato alcune somiglianze tra i dati indicati nel necrologio di Randele e quelli di Conrad, tra cui la data di nascita: 10 luglio 1949, quella reale, e 10 luglio 1947, quella falsificata.

«Quando le persone mentono, mentono restando vicine alla verità», ha detto al New York Times Peter Elliott, un agente della polizia federale che aveva seguito il caso fin da bambino, dal momento che se n’era occupato a sua volta il padre. Elliott ha raccontato che Conrad amava guardare serie tv che parlavano di storie di polizia e che in tutti gli anni in cui aveva vissuto vicino a Boston da fuggiasco si era ben integrato nella comunità: «Forse è per questo che non l’abbiamo trovato prima, perché era un cittadino rispettoso della legge, e perché non avevamo le sue impronte». Ha anche aggiunto che la famiglia non verrà incriminata per non aver detto subito quanto appreso prima della sua morte.

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