(ANSA/ TELENEWS)
  • Italia
  • giovedì 14 Ottobre 2021

L’ultimo volo di Alitalia

Sarà stasera, e da domani il suo posto sarà preso dalla nuova compagnia ITA, ma ci sono ancora varie questioni aperte

(ANSA/ TELENEWS)

Giovedì sera la compagnia aerea Alitalia farà il suo ultimo volo dopo 74 anni di storia: partirà da Cagliari alle 22.05 e arriverà all’aeroporto di Roma Fiumicino alle 23:10. Da venerdì 15 ottobre il suo posto sarà preso almeno in parte da Italia Trasporto Aereo (ITA), la nuova società pubblica di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze la cui costituzione è arrivata dopo una una complessa operazione di ristrutturazione aziendale pensata con l’obiettivo di mettere fine alla crisi in cui Alitalia si trovava da trent’anni. Il volo inaugurale di ITA, venerdì, partirà alle 6.20 da Milano Linate, diretto a Bari.

Il passaggio da Alitalia a ITA è però tutt’altro che tranquillo: la nuova compagnia avrà meno asset e gestirà meno tratte, e ci sono ancora numerose questioni da risolvere a proposito dei dipendenti di Alitalia e dei molti servizi offerti dalla vecchia compagnia, tra le altre cose.

La nascita di ITA, infatti, è stata resa possibile da un accordo tra il governo italiano e la Commissione Europea che prevede che tra vecchia compagnia e la nuova ci sia una totale «discontinuità economica». Questo significa che ITA ha dovuto cominciare quasi da zero e ottenere tramite gare pubbliche la gestione dei servizi della vecchia Alitalia, come la manutenzione, il marchio e i servizi a terra, ma significa al tempo stesso che ITA non erediterà i debiti della vecchia azienda.

Pur nella discontinuità economica, ci sono ancora molti legami tra le due società. Basti pensare che il primo volo di ITA, da Milano Linate a Bari, avrà come codice AZ1637, dove AZ è la sigla che da sempre identifica i voli di Alitalia. Il primo volo avrà una livrea celebrativa con la scritta “Born in 2021” (“Nati nel 2021”), ma è probabile che tutti gli altri aerei avranno la stessa livrea dei vecchi aerei Alitalia, così come anche le divise del personale di terra di volo.

Il marchio Alitalia (cioè la possibilità di usarne il nome e i simboli) non è ancora stato acquistato dalla nuova compagnia, ma potrebbe succedere nelle prossime ore.

ITA, scrive Il Sole 24 Ore, ha presentato un’offerta vincolante di 90 milioni di euro che non è stata accettata dai commissari di Alitalia, che avrebbero voluto molto di più, 290 milioni di euro, oltre a IVA e oneri fiscali. La Commissione Europea aveva stimato per il marchio un valore intorno ai 110 milioni. Un accordo dovrebbe essere raggiunto nella giornata di giovedì, quando con il parere favorevole del comitato di sorveglianza di Alitalia si perfezionerà la cessione di parte della flotta della vecchia compagnia a ITA, 52 aerei Airbus (di cui 7 di lungo raggio).

Alla prima gara per aggiudicarsi il marchio non aveva partecipato nessuno: Fabio Lazzerini, amministratore delegato di ITA, aveva commentato dicendo che «mi sembra che il mercato abbia dimostrato che nessuno era d’accordo su quel valore, visto che nessuno ha risposto alla gara. [Alitalia] è un marchio storico, è un marchio conosciuto, con i pro e i contro, con una storia gloriosa ma anche una storia di qualche inciampo, e tutto questo va considerato».

Oltre a quella del marchio, ci sono ancora altre questioni aperte per ITA.

Innanzitutto le divergenze tra i dirigenti di ITA e i sindacati sui contratti dei dipendenti della società: i sindacati chiedono un contratto collettivo, cioè stipulato in seguito a una contrattazione tra i datori di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori dipendenti e fatto in modo da coprire tutti i lavoratori, mentre ITA intende procedere con le assunzioni per 2.800 persone (i dipendenti di Alitalia fino a pochi mesi fa erano più di 10mila) e avviare l’attività con un “regolamento aziendale”, che è invece solitamente formulato in modo unilaterale dal datore di lavoro. Secondo i sindacati, le proposte di ITA prevedono un taglio medio di circa il 38 per cento degli stipendi rispetto ad Alitalia, da cui dovrebbe confluire gran parte dei lavoratori della nuova compagnia.

– Leggi anche: Le proteste dei portuali di Trieste

Altri temi ancora in discussione sono quello dei rimborsi dei biglietti e quello del programma fedeltà “Mille Miglia”. Per quanto riguarda i biglietti, secondo fonti del Corriere della Sera, Alitalia ne avrebbe già venduti almeno 255 mila per voli dal 15 ottobre: visto che, per la discontinuità già citata, i voli non potranno essere operati da ITA, i biglietti dovranno essere rimborsati o riprotetti (cioè sostituiti con altri biglietti, evidentemente di un’altra compagnia). A questo scopo il governo ha stanziato 100 milioni di euro per il 2021, ma al momento non è possibile dire con certezza se questa cifra basterà rimborsi e riprotezioni.

C’è poi il tema dei 6,1 milioni di iscritti a “Mille Miglia”, il programma di fidelizzazione con cui i passeggeri di Alitalia accumulavano “miglia” (una sorta di punti) per ogni volo che acquistavano e potevano poi spenderle ottenendo biglietti in omaggio, miglioramenti di classe sui voli acquistati e servizi esclusivi. Il programma appartiene alla società Alitalia Loyalty, che è di proprietà di Alitalia e dovrà essere messa all’asta quando questa smetterà di operare (peraltro, è l’unica società del gruppo a essere in attivo).

Ma, in base all’accordo tra governo e Commissione Europea, ITA non potrà partecipare alla gara per ottenerla, e ha perciò già annunciato che avvierà un proprio programma di fidelizzazione. Questo vuol dire che le miglia accumulate finora dagli iscritti al programma non saranno utilizzabili per ottenere servizi dalla nuova compagnia. Il Corriere della Sera scrive che fonti di ITA «fanno trapelare che si sta ragionando a un modo per tenerlo in vita [il programma Mille Miglia, ndr] anche dopo lo stop di Alitalia».

È possibile che che Alitalia Loyalty venga acquistata da un’altra società, che non ha nulla a che fare con il settore aereo, che stringa una partnership con ITA per consentire di utilizzare le miglia sui voli della nuova compagnia aerea. Questo garantirebbe di mantenere la discontinuità tra la vecchia e la nuova compagnia e di non far perdere i punti accumulati ai clienti di Alitalia.

– Leggi anche: Le proposte della Commissione Europea per contrastare la crisi energetica