(Cole Burston/Getty Images)
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  • martedì 21 Settembre 2021

Trudeau ha vinto le elezioni anticipate in Canada

Ma non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, e dovrà quindi formare un nuovo governo di minoranza

(Cole Burston/Getty Images)

Il Partito Liberale di Justin Trudeau ha vinto le elezioni anticipate che si sono tenute lunedì in Canada, ma non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Secondo i risultati preliminari, con il 90% dei voti scrutinati, il partito di Trudeau ha ottenuto 158 seggi sui 338 totali della Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento canadese, che come nel sistema britannico è l’unica elettiva. I Conservatori hanno ricevuto complessivamente più voti dei Liberali, ma a causa del sistema elettorale canadese hanno ottenuto solo 121 seggi.

Nella prossima legislatura i Liberali non potranno quindi governare da soli e dovranno contare sull’appoggio di partiti di opposizione, una cosa successa di frequente nella storia politica del Canada.

Trudeau, che è primo ministro da due mandati consecutivi iniziati nel 2015, aveva chiesto lo scioglimento del parlamento lo scorso 15 agosto e convocato le elezioni anticipate con oltre due anni di anticipo rispetto al previsto.

Il suo obiettivo era quello di rafforzare i consensi verso il Partito Liberale e ottenere la maggioranza assoluta in parlamento, puntando su una gestione efficace della campagna di vaccinazione contro il coronavirus. Mentre nelle elezioni del 2015 ci era riuscito, in quelle del 2019 il Partito Liberale aveva ottenuto un risultato piuttosto deludente e aveva dovuto formare un governo di minoranza sostenuto da un partito di sinistra, il Nuovo Partito Democratico (NDP).

– Leggi anche: La storia del «genocidio culturale» dei popoli indigeni del Canada

In Canada, così come nel Regno Unito, il sistema elettorale è “first past the post”, quindi la percentuale di consenso di cui gode un partito non rispecchia necessariamente il numero di seggi che otterrà in parlamento. In ogni circoscrizione viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza dei voti e, se un partito non riesce a raggiungere la maggioranza relativa dei voti in nessun singolo collegio, non riceve nemmeno un seggio (è un sistema che di solito premia i grandi partiti, escludendo dal parlamento o limitando molto quelli più piccoli).

In questo caso i Conservatori avevano ottenuto il 34,1% dei consensi contro il 31,8% dei Liberali, ma in termini di seggi hanno prevalso questi ultimi. Tra i partiti più piccoli, il Bloc Quebecois, il partito nazionalista di sinistra dei francofoni del Québec, ha ottenuto 31 seggi, con l’8% dei consensi, mentre il Nuovo Partito Democratico ne ha ottenuti 27, con il 17,7% dei consensi.

La decisione di Trudeau di convocare le elezioni anticipate per rafforzare il potere del suo partito era stata stata accolta con scetticismo e critiche dai partiti di opposizione. In particolare secondo i Conservatori e i Nuovi Democratici, le elezioni avrebbero impedito al governo di concentrarsi sulla ricostruzione dell’economia dopo l’epidemia e di affrontare in maniera adeguata alcune crisi in ambito estero, come le tensioni in corso tra Canada e Cina legate all’arresto di Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria della società cinese Huawei.

Durante la campagna elettorale i Liberali si erano scontrati soprattutto con i Conservatori sul tema della gestione delle vaccinazioni contro il coronavirus: i Liberali avevano insistito molto sulla necessità di vaccinare quante più persone possibili (al momento in Canada il 70 per cento della popolazione ha completato le vaccinazioni), e avevano criticato duramente l’approccio dei Conservatori.

Questi ultimi si erano detti contrari alla decisione del governo di rendere il vaccino obbligatorio per tutti i dipendenti statali e più volte avevano contestato le misure restrittive imposte per contenere la pandemia. Trudeau aveva detto inoltre che il Partito Liberale avrebbe continuato a concentrarsi non soltanto sulla campagna vaccinale, ma anche sul miglioramento del sistema sanitario e su altre politiche sociali, tra cui il processo di riconciliazione con le comunità indigene del Canada.