Tommaso Claudi (Ministero degli Esteri)
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  • mercoledì 25 Agosto 2021

Chi sono e cosa fanno i consoli

È nata una piccola polemica intorno al ruolo di Tommaso Claudi, il diplomatico italiano rimasto a Kabul: facciamo chiarezza

Tommaso Claudi (Ministero degli Esteri)

Nei giorni scorsi sui giornali e sui social network si è parlato molto del funzionario diplomatico Tommaso Claudi per via del suo impegno nell’ambasciata italiana di Kabul, in Afghanistan, emerso più estesamente con due foto che lo ritraggono mentre prende in braccio un bambino, in piedi sul ciglio di un muro all’aeroporto di Kabul, nel pieno delle operazioni di evacuazione dalla città di cui si sono impadroniti i talebani. Pubblicando le foto, Di Maio e il suo ministero hanno indicato Claudi come “console italiano” in Afghanistan, e lo stesso hanno fatto giornali e tv, generando alcune reazioni un po’ confuse e inesatte su ruoli e funzioni delle professioni diplomatiche. La carica ufficiale di Claudi è infatti quella di Segretario di legazione, e chi l’ha verificata sul sito dell’ambasciata ha quindi dubitato della definizione di “console”. In realtà “console” è chi svolge funzioni consolari, al di là del grado nella carriera diplomatica.

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Tommaso Claudi è nato a Camerino, in provincia di Macerata, e ha 31 anni. È entrato nell’ambasciata italiana a Kabul con il ruolo di Secondo Segretario Commerciale, il 7 gennaio 2019, a seguito di una carriera diplomatica iniziata dopo aver studiato Linguistica a Pavia e Relazioni internazionali alla Cattolica di Milano. Nel 2017 ha vinto un concorso per la nomina a Segretario di legazione in prova (il primo grado della carriera diplomatica), ed è stato poi confermato in questo ruolo il 5 giugno 2018, cominciando a lavorare nella Direzione Generale per la promozione del sistema paese, al ministero degli Esteri.

Dopo il rientro in Italia dell’ambasciatore Vittorio Sandalli, avvenuto la scorsa settimana, Claudi è rimasto l’unico esponente del corpo diplomatico italiano in Afghanistan, che già prima della presa di Kabul era comunque piuttosto esiguo. Nel paese non c’è un consolato italiano, ma questo non significa che non possa esserci un console: console, infatti, non è un grado previsto dalla carriera diplomatica bensì una funzione che può essere svolta dai diplomatici di un’ambasciata con titoli diversi.

Abitualmente viene definito “console” il capo di un consolato generale, cioè quella struttura che si trova nelle maggiori città di un paese dove uno stato terzo ha interessi da tutelare o esigenze particolari. Per esempio, l’Italia in Germania ha un’ambasciata a Berlino e consolati generali a Colonia, Francoforte, Hannover, Monaco e Stoccarda. Possono ricevere la nomina a capo di un consolato generale i diplomatici con vari gradi di carriera o i dirigenti del ministero degli Esteri.

In pratica, il console si occupa di tutelare gli interessi dei propri connazionali in un paese straniero e fornire servizi (consolari, appunto) soprattutto amministrativi, come il rinnovo dei passaporti, il rilascio dei visti o la trasmissione di atti e documenti giudiziari. La differenza tra i consolati e le ambasciate (da cui i consolati comunque dipendono) è che mentre i primi offrono ai cittadini servizi e hanno il compito di tutelarli in varie circostanze, le seconde si occupano con più frequenza dei rapporti istituzionali tra il paese inviante e quello in cui l’ambasciata ha sede, e operano quindi a un livello diverso.

Ma le funzioni consolari possono essere svolte anche da un ufficio apposito dell’ambasciata: per fare un esempio, gli italiani che vivono a Berlino possono andare tranquillamente all’ambasciata italiana per rinnovare il loro passaporto e per altri servizi consolari svolti dall’ambasciata. Ci sono inoltre paesi, come appunto l’Afghanistan, in cui l’Italia ha soltanto l’ambasciata e nessun consolato, e dove dunque le funzioni di console sono svolte dai diplomatici dell’ambasciata.

Nel caso di Claudi, anche se il suo ruolo ufficiale all’ambasciata in Afghanistan riguarda la parte commerciale delle attività diplomatiche, a Kabul svolge e ha svolto funzioni consolari tra cui c’è anche quella di occuparsi dell’evacuazione degli italiani dal paese: sta svolgendo le funzioni di console, e non è improprio definirlo in questo modo.

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