La nave Ever Given nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi (Sanne Derks/Getty Images)
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  • giovedì 29 Luglio 2021

La nave Ever Given è arrivata infine a destinazione

Ha attraccato a Rotterdam, nei Paesi Bassi, quattro mesi dopo essere rimasta incagliata nel Canale di Suez

La nave Ever Given nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi (Sanne Derks/Getty Images)

Giovedì mattina la nave Ever Given è arrivata nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, quattro mesi dopo essere rimasta incagliata nel Canale di Suez, in Egitto. La nave era stata disincagliata il 29 marzo ma fino al 7 luglio era rimasta bloccata a Suez in attesa che le autorità che gestiscono il canale e l’azienda proprietaria della nave, la giapponese Shoei Kisen, concordassero una penale per i danni causati.

A bordo della Ever Given ci sono circa 18.300 container che contengono merci e materiale appartenente a numerose aziende, tra cui IKEA e Lenovo, per un valore stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro. La nave trasporta anche prodotti di diverse importanti aziende di abbigliamento, tra cui abiti per la stagione estiva, che ormai arriveranno a destinazione troppo tardi per poter essere commercializzati. La nave scaricherà alcuni dei container a Rotterdam, e poi ripartirà alla volta del Regno Unito, dove arriverà il mese prossimo per consegnare tutti quelli restanti.

Inizialmente le autorità egiziane avevano richiesto alla Shoei Kisen il pagamento di circa 761 milioni di euro di penale, ma la società non aveva accettato di pagare. Infine era stato raggiunto un accordo tra le parti, di cui però non sono stati resi pubblici i dettagli. Il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza dei fatti, ha scritto che Shoei Kisen avrebbe pagato in tutto circa 170 milioni di euro: i proprietari della nave non hanno voluto confermare o smentire questa cifra. Il risarcimento ha incluso il costo delle operazioni di soccorso, i danni causati alle rive del canale e i mancati guadagni nei sei giorni di blocco.

La nave, che è gestita dalla compagnia di navigazione taiwanese Evergreen, era partita l’8 marzo da Yantian, in Cina, ma poco dopo essere entrata nel Canale di Suez aveva iniziato a sbandare a destra e sinistra, per poi mettersi di traverso e incagliare la prua nell’argine di roccia e sabbia. L’incidente aveva impedito il passaggio di altre navi attraverso il Canale, una delle vie marittime commerciali più importanti al mondo, causando gravi ritardi nei trasporti e conseguenze sull’economia di tutto il mondo.

La Ever Given nel porto di Rotterdam (Sanne Derks/Getty Images)

La Ever Given nel porto di Rotterdam (Sanne Derks/Getty Images)

Inizialmente il capitano della nave aveva dato la colpa al forte vento, e i dati meteorologici di quel giorno avevano confermato la possibilità che il vento – con raffiche fino a 40 nodi, circa 70 km/h – potesse avere influito sull’incidente, ma la tesi non aveva convinto tutti.

Ancora oggi non è chiaro se il capitano abbia avuto delle colpe nell’incagliamento della nave. Secondo alcuni esperti, che si sono basati sul monitoraggio del percorso della Ever Given, la nave stava andando troppo veloce: 13 nodi (circa 25 km/h) con un massimo consentito nel Canale di 8,6 (circa 16 km/h), e per questo si sarebbe incagliata. È stato anche sostenuto che quella velocità fosse stata raggiunta proprio per cercare di contrastare la forza del vento, peggiorando però la situazione, perché la grandezza dell’imbarcazione a quel punto l’avrebbe resa ingestibile.