(AP Photo/ Gregory Bull)

Perché Simone Biles si è ritirata dalla gara di ginnastica artistica a squadre

A causa dello stress: ha detto di non aver voluto andare avanti dopo una prima prova deludente, e che deve prendersi cura della sua salute mentale

(AP Photo/ Gregory Bull)

Martedì, dopo la prima prova di volteggio nella gara olimpica di ginnastica artistica a squadre, la statunitense Simone Biles, la più forte ginnasta in attività, si è ritirata per problemi legati allo stress. Biles avrebbe dovuto eseguire un Amanar – un salto molto complesso con due avvitamenti e mezzo –, ma è riuscita a completare soltanto un avvitamento e mezzo, sbilanciandosi al momento dell’uscita e concludendo così con un atterraggio deludente. La gara è stata in seguito vinta dalle atlete russe, gli Stati Uniti hanno ottenuto la medaglia d’argento.

Dopo l’esercizio Biles si è allontanata con l’allenatore, apparentemente infortunata, e dopo un po’ di tempo è stato annunciato il suo ritiro definitivo, ufficialmente per un «problema medico». Parlando con i giornalisti dopo la conclusione della gara, Biles ha detto di aver perso il filo mentre era in aria e ha spiegato che dopo la prova non voleva andare avanti, aggiungendo che non c’era stato «nessun infortunio, solo una piccola ferita al mio orgoglio».

Con la prima prova al volteggio Biles aveva totalizzato soltanto un punteggio di 13,766: per dare l’idea, nel 2016 a Rio de Janeiro aveva fatto 15,300. Dopo l’annuncio del ritiro l’atleta è rimasta a tifare per le compagne a bordo campo, ma l’oro è stato vinto dalla squadra russa (tecnicamente del Comitato olimpico russo), che ha concluso con 169,528 punti, contro i 166,096 della squadra americana.

CNN ha scritto che dopo la fine della gara Biles ha detto ai giornalisti: «Quando sei in una situazione di grande stress vai un po’ fuori di testa […] Devo concentrarmi sulla mia salute mentale e non compromettere la mia salute e il mio benessere». Biles ha aggiunto che la squadra di ginnastica artistica ha annunciato che mercoledì sarà una «giornata di riposo mentale».