(Alex Wong/Getty Images)

Cose da sapere per viaggiare in Europa quest’estate

Dal "Green pass" europeo al PLF, dalle assicurazioni sanitarie ai siti utili per avere informazioni in italiano sui paesi di destinazione

(Alex Wong/Getty Images)

Dal primo luglio, all’interno dell’Unione Europea è possibile circolare senza particolari restrizioni grazie al cosiddetto “Green pass”, che vale per chi è vaccinato, chi ha fatto un tampone negativo da poco o chi è guarito dalla COVID-19. Nonostante questo, però, a chi ha in programma un viaggio in Europa conviene informarsi quotidianamente su eventuali normative introdotte nel paese in cui andrà, per non rischiare di arrivare impreparato al momento della partenza: per esempio, Malta aveva aderito al “Green pass”, ma a metà luglio ha deciso di vietare l’ingresso ai turisti che hanno con sé soltanto il risultato negativo del tampone.

Ci sono poi altre cose da capire ed eventualmente fare prima di partire: in alcuni paesi come Spagna e Portogallo sono state introdotte nuove restrizioni, in molti paesi serve un altro documento oltre al “Green pass” e, per prevenire spese impreviste dovute all’attuale situazione, può tornare utile stipulare una polizza assicurativa apposta. Di seguito trovate spiegato tutto quello che c’è da sapere e qualche strumento utile per chi è in partenza.

“Green pass” per viaggiare in Europa
Anche se in Italia il “Green pass” viene rilasciato già dopo la prima dose di vaccino, per viaggiare nei paesi membri dell’Unione Europea e in quelli dell’area Schengen (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein), serve che chi viaggia abbia completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni: quindi bisogna aver fatto entrambe le dosi del vaccino e aver fatto passare almeno due settimane dalla seconda (e meno di 270 giorni, circa 9 mesi). In alternativa, può viaggiare in Europa col “Green pass” chi è guarito dalla Covid-19 meno di 6 mesi prima o ha fatto un tampone molecolare o rapido con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

Il “Green pass” si riceve via SMS o via email dopo aver fatto il vaccino, il test o aver ricevuto il certificato di guarigione. Il certificato è da quel momento disponibile su questo sito, a cui si può accedere inserendo i dati della tessera sanitaria o accedendo con identità digitale (SPID o carta di identità elettronica), ma anche sull’app Immuni, sull’app IO, cioè quella che consente di accedere a molti servizi della Pubblica Amministrazione, o nel Fascicolo sanitario elettronico regionale. I bambini e le bambine sotto i 6 anni non hanno bisogno del “Green pass” per circolare in Europa, mentre quelli tra i 6 e i 12, troppo piccoli per essere vaccinati, devono sottoporsi al tampone rapido o molecolare meno di 48 ore prima della partenza.

In caso di difficoltà col “Green pass” si può scrivere alla mail cittadini@dgc.gov.it o telefonare, tra le 8 e le 20, al numero verde 800912491. Informazioni più dettagliate sul “Green pass” europeo si possono trovare anche sul sito della Commissione europea.

Le cose da sapere sul coronavirus

– Leggi anche: Come funziona il “Green pass”

Passenger Locator Form (PLF)
Per entrare in certi paesi europei è necessario essere in possesso di un altro documento oltre al “Green pass”: il Passenger Locator Form (PLF). Si compila online ed è richiesto in Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna. Qui si trovano i link per accedere al modulo online di ciascun paese. Esiste un sito ufficiale europeo in cui è possibile compilare il PLF in formato digitale: al momento però questa piattaforma è utilizzata solo da Italia e Malta, mentre altri paesi europei utilizzano proprie piattaforme nazionali.

Tutti questi paesi richiedono il PLF per i viaggi via aereo, via mare e via terra, tranne Cipro, Portogallo, Slovacchia e Spagna che lo richiedono solo per i viaggi in aereo, e l’Irlanda per i soli viaggi in aereo e in nave. Nel caso della Grecia, inoltre, si deve fare attenzione al fatto che il PLF va compilato entro le 23.59 locali del giorno precedente alla partenza, quindi le 22.59 in Italia (negli ultimi giorni sono emerse diverse storie di turisti bloccati in aeroporto perché non l’avevano fatto).

Per quanto riguarda l’Italia il PLF va compilato sia dai turisti stranieri in ingresso sia dagli italiani che rientrano da un viaggio all’estero. Per il rientro in Italia ci si deve registrare sul sito e al termine della procedura si riceverà sul proprio indirizzo email il PLF in formato pdf, assieme a un QR code da mostrare sul proprio smartphone al momento dell’imbarco in aereo o in nave, o nel caso di controlli se si viaggia in auto, autobus o treno. Non è necessario compilarlo se si sconfina al massimo di 60 chilometri dalla propria residenza e per non più di 48 ore, come nel caso dei lavoratori transfrontalieri.

Si può compilare un solo PLF se i membri di una famiglia o di un gruppo viaggiano insieme e condividono lo stesso itinerario di viaggio, ma questo non vale per chi viaggia o rientra in Italia. In questo caso è infatti necessario compilare un modulo per ciascun adulto, mentre i minori possono essere registrati nel modulo dell’adulto accompagnatore.

Viaggiaresicuri.it
È il sito di riferimento gestito dal ministero degli Affari esteri per gli italiani che viaggiano all’estero. Cliccando su “Cerca paese”, sulla sinistra, e selezionando la propria destinazione, è possibile accedere a tutte le informazioni utili disponibili. Il consiglio è quello di monitorare quotidianamente la pagina relativa al paese in cui si è diretti: in questo periodo infatti nuove regole possono essere introdotte da un giorno all’altro ed è bene tenersi sempre aggiornati. Volendo si può compilare un questionario molto veloce per sapere se un viaggio è possibile e quali sono le condizioni (il risultato è molto spesso lo stesso che si ottiene andando a vedere la pagina del paese).

Re-open UE
Re-open UE è un sito (e una app scaricabile per iOS e Android) dell’Unione Europea disponibile in 24 lingue tra cui l’italiano. Fornisce informazioni aggiornate non solo sulle norme che regolano la circolazione in Europa, ma anche sulla situazione sanitaria e sulle restrizioni imposte nei vari paesi (per sapere, per esempio, se si deve tenere la mascherina all’aperto, o a che ora c’è il coprifuoco).  

Assicurazione sanitaria
Chi viaggia in Europa in questo periodo potrebbe entrare in contatto con una persona positiva al coronavirus, scoprire di essere stato contagiato, ammalarsi o dover passare un periodo in quarantena obbligatoria. A chi si ammala, la normativa europea garantisce l’assistenza sanitaria e per questo è molto importante portare con sé la tessera sanitaria. Per chi invece si ritrova a dover prolungare il soggiorno perché è entrato in contatto con un positivo o ha contratto il virus, esistono delle polizze assicurative che si possono stipulare prima di partire e che coprono alcuni dei costi imprevisti legati a questa eventualità. Il Centro Europeo Consumatori consiglia di stipulare un’assicurazione soprattutto a chi viaggia verso paesi extraeuropei, ma chi vuole essere più sicuro può farlo anche per viaggi in Europa. Altroconsumo ha messo insieme una breve guida per orientarsi nelle polizze di viaggio e capire quali siano valide anche in caso di imprevisti dovuti al coronavirus.

Ormai molte agenzie assicurative offrono pacchetti che tengono conto dei rischi dovuti alla pandemia, ma in generale il consiglio è quello di leggere nel dettaglio tutte le condizioni, assicurarsi di rientrare nei termini temporali (per esempio alcune assicurazioni vanno stipulate necessariamente entro le 24 ore dalla prenotazione), che il caso “pandemia” non rientri nei casi esclusi (nelle polizze precedenti al marzo 2020 lo era spesso) e se ci sono riferimenti a patologie preesistenti che potrebbero far saltare la garanzia. Inoltre bisogna essere sicuri di che cosa sia effettivamente incluso nella polizza: per esempio, se si decide di annullare il viaggio senza reali impedimenti (magari perché semplicemente non ci si sente sicuri) la garanzia non è valida. Per orientarsi tra le agenzie e le polizze assicurative disponibili online, il motore di ricerca di Facile.it è uno strumento utile.

Infine
Nel caso in cui prima della vostra partenza il paese di destinazione introduca restrizioni che vi impediscono di partire, il Centro Europeo Consumatori consiglia di procedere così:

Come prima cosa è opportuno contattare direttamente i fornitori dei servizi acquistati (vettore, tour operator, hotel…) e verificare le condizioni di cancellazione; non essendo più in vigore la normativa emergenziale su voucher e rimborsi, in caso di contratti con operatori transnazionali e tariffe non rimborsabili, verificare la legge applicabile al contratto: se è quella italiana, è possibile chiedere un rimborso sulla base dell’articolo 1463 del Codice Civile

Invece, nel caso in cui non ci siano impedimenti, ma si decida autonomamente di non partire, bisognerà valutare su cosa è possibile chiedere un rimborso e su cosa no: per esempio ci sono alcuni siti di prenotazione di alloggi turistici che permettono di fare la cancellazione gratuita fino a qualche giorno prima del soggiorno, altri che fanno pagare una penale per la cancellazione e altri ancora che trattengono tutto l’importo.

Per quanto riguarda i voli aerei, spesso il cambiamento della data della partenza è soggetto a un sovrapprezzo. Diverse compagnie, tra cui Ryanair ed EasyJet, in questi mesi hanno però dato la possibilità ai loro clienti di cambiare le date del biglietto senza costi aggiuntivi e pagando solo l’eventuale differenza di prezzo, anche se bisogna stare attenti perché ci sono tempistiche e regole da seguire.