Una bambina a una veglia organizzata dopo la scoperta della fossa comune a Kamloops, nella provincia canadese della British Columbia. Toronto, 30 maggio 2021 (Chris Young/ The Canadian Press via AP)
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  • venerdì 25 Giugno 2021

In Canada sono state scoperte altre tombe vicino a un ex collegio per bambini indigeni

È il secondo caso dopo quello della fossa comune con centinaia di corpi trovata nella British Columbia lo scorso mese

Una bambina a una veglia organizzata dopo la scoperta della fossa comune a Kamloops, nella provincia canadese della British Columbia. Toronto, 30 maggio 2021 (Chris Young/ The Canadian Press via AP)

Questa settimana il gruppo indigeno canadese dei Cowessess ha annunciato di aver scoperto 751 tombe anonime vicino a dove una volta sorgeva la Indian Residential School di Marieval, nella provincia canadese del Saskatchewan, conosciuta anche come “Grayson”. È la seconda scoperta di questo tipo nel giro di poche settimane, dopo che a fine maggio era stata scoperta una fossa comune coi resti di 215 bambini indigeni sepolti alla Indian Residential School di Kamloops, nella British Columbia.

È da tempo che in Canada si discute delle violenze psicologiche, fisiche e sessuali subite dai bambini indigeni che a partire dall’Ottocento e fino a buona parte del Novecento furono costretti a separarsi dalle famiglie e frequentare collegi gestiti prima dalla Chiesa cattolica e poi dallo stato, in cui era messo in atto un programma sistematico di assimilazione culturale e di sradicamento della cultura indigena. Da alcuni anni le recenti scoperte hanno fatto riaprire un intenso dibattito su questo controverso processo di assimilazione culturale, spesso perseguito tramite violenze e privazioni. Secondo diversi critici e capi indigeni, queste scoperte comunque non saranno le ultime.

Giovedì durante una conferenza stampa il capo dei Cowessess, Cadmus Delorme, ha detto che le ricerche erano state avviate lo scorso 2 giugno e che le tombe sono state individuate attraverso un georadar, uno strumento che permette di indagare il sottosuolo attraverso l’analisi delle onde elettromagnetiche, senza fare scavi. Delorme ha detto che non si tratta di una fossa comune, ma di tombe senza iscrizioni; ha anche aggiunto che le lapidi potrebbero essere state rimosse dalla chiesa che gestiva il collegio, specificando che i Cowessess stanno trattando il sito «come una scena del crimine», visto che rimuovere le lapidi è un reato in Canada.

Non si sa ancora se vi siano seppelliti soltanto bambini o anche adulti. In ogni caso, secondo i Cowessess si tratta della scoperta di questo tipo più significativa in Canada. Secondo il capo indigeno, la scoperta «ha riaperto le ferite» e riacutizzato «il dolore» che migliaia di bambini indigeni avevano sofferto nei collegi.

La scoperta è stata fatta dopo che a fine maggio un altro gruppo indigeno della British Columbia, i Tk’emlúps te Secwépemc (TteS), aveva trovato i resti di 215 bambini indigeni sepolti alla Indian Residential School di Kamloops.

Tra il 1890 e il 1969 questo collegio fu gestito dalla Chiesa cattolica e per un certo periodo fu il più grande del Canada. Poi, quando il sistema scolastico passò completamente sotto la gestione del governo, venne chiuso. I rapporti eseguiti al tempo dal personale medico comunque parlano della presenza di bambini con grossi problemi di malnutrizione, e ci sono racconti simili che riguardano anche molti altri collegi canadesi riservati agli indigeni, in gran parte attivi a partire dalla fine dell’Ottocento.

È stato calcolato che a partire dal Diciannovesimo secolo più di 150mila bambini delle Prime Nazioni – il nome con cui vengono chiamati i popoli autoctoni in Canada – furono costretti a trasferirsi in collegi cristiani come questo, dove vivevano e frequentavano le lezioni, ma soprattutto dovevano sottoporsi ai rigidi programmi di assimilazione culturale approvati dal governo.

I bambini indigeni venivano spesso prelevati con la forza dalle famiglie e costretti a perdere gli usi e la lingua del loro popolo, che al collegio erano vietati. Tra le altre cose, erano costretti a convertirsi al cristianesimo e molti di loro venivano picchiati e subivano diverse violenze fisiche e psicologiche. A oggi non ci sono stime precise, ma si pensa che migliaia di loro morirono per malattie, malnutrizione, negligenze o suicidio.

Nel 2008 il governo canadese si scusò formalmente in parlamento ammettendo che gli abusi fisici e sessuali subiti dai bambini indigeni nei collegi erano stati incontrollati. Nel 2015 un rapporto del National Centre for Truth and Reconciliation – una commissione istituita dal governo e dalle comunità indigene – concluse che il sistema dei collegi per indigeni fu una forma di «genocidio culturale».

– Leggi anche: La scoperta della fossa comune a Kamloops

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito la scoperta delle tombe a Marieval annunciata giovedì «un orrore». Il capo della Federazione delle Prime Nazioni, Bobby Cameron, citato dal Guardian, ha detto che «si stanno vedendo i risultati del genocidio commesso dai canadesi sulle nostre terre» e che il Canada «verrà ricordato come la nazione che ha provato a sterminare le Prime Nazioni. Ora ne abbiamo le prove».

Dopo la scoperta del sito di Kamloops, sono stati fatti diversi appelli affinché la Chiesa cattolica renda pubblici gli archivi delle scuole e delle istituzioni che gestiva all’epoca dei discussi abusi nei confronti dei bambini indigeni. Se si contano i resti della fossa comune scoperti a maggio e le tombe individuate di recente nel Saskatchewan, i corpi degli indigeni morti e per così dire dimenticati sono quasi mille: secondo gli esperti, a mano a mano che i governi provinciali daranno il loro sostegno alle Prime Nazioni per condurre altre ricerche potrebbero diventare molti di più.