(Fox Photos/Getty Images)
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  • lunedì 31 Maggio 2021

Non si finisce mai

Di cercare di capire le cose, con l'aiuto di tutti: due anni fa nacquero "gli abbonati del Post"

(Fox Photos/Getty Images)

Giovedì 30 maggio del 2019 eravamo ancora nell’ingenuo tempo in cui certe cose ci sembravano grandi ed eccezionali, prima che all’inizio del 2020 arrivasse quella più grande ed eccezionale del secolo.
La cosa grande ed eccezionale al Post, quel giorno, fu l’introduzione dell’offerta ai lettori di “abbonarsi” e di sostenere economicamente le cose che il Post faceva da nove anni e quelle che avrebbe fatto poi: e se di lì a nove mesi non avessimo rivisto tutti il nostro senso della misura, ci sarebbe sembrata abbastanza grande ed eccezionale. Ebbe una risposta superiore alle speranze, con migliaia di persone che si abbonarono nei primi giorni, confermando una disponibilità ad aumentare e concretizzare l’intenzione di sostenere la buona informazione del Post che avevano spesso segnalato negli anni precedenti. E nei mesi successivi quella offerta di partecipazione crebbe fino a diventare – come è oggi – equivalente alla pubblicità nel contribuire alle cose che il Post fa per cercare di creare una comunità sempre più ampia di persone bene informate sulle cose e sul mondo, che così possano far funzionare un po’ meglio le cose e il mondo.

Sono passati due anni: in mezzo c’è stata la pandemia, che tra i tanti disastri che ha portato ha rivelato a tantissimi di noi la necessità di sapere e capire le cose meglio, di poter scegliere e distinguere tra tante informazioni confuse e spesso contraddittorie, di potersi riunire intorno a un’idea condivisa e affidabile di conoscenza: scientifica, fattuale, prudente, chiara, rivolta a tutti. La parte fatta dal Post per rispondere a queste necessità si deve tutta a chi si è abbonato in quei primi giorni, a chi lo ha fatto nei successivi, a chi si è unito durante il caos informativo del 2020, a chi lo sta facendo ancora.
A chi lo farà.

Stiamo costruendo una cosa insieme che non è solo i suoi risultati, ovvero il conoscere meglio le cose, il farsi delle idee più complete e informate: è anche lo stesso costruire una cosa insieme. Non vogliamo parlare a nome di nessuno, ma ci sembra che ce ne sia bisogno.
E quello che stiamo per scrivere – dopo i due punti – non vi sembri demotivante, è il contrario: non si finisce mai. Ma intanto bravi, fin qui.

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