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  • sabato 15 Maggio 2021

Dopo la prima dose del vaccino il rischio di infettarsi cala dell’80 per cento, dice l’ISS

L’Istituto superiore di sanità (ISS) ha pubblicato il primo esteso studio realizzato in Italia per accertare l’efficacia del vaccino contro il coronavirus. I risultati sono molto incoraggianti anche dopo la prima dose e confermano quelli ottenuti da ricerche analoghe svolte in altri paesi: a partire da 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale si osserva una riduzione dell’80 per cento delle infezioni, del 90 per cento dei ricoveri e del 95 per cento dei decessi. Questi effetti sono molto simili sia negli uomini che nelle donne e nelle diverse fasce d’età.

L’analisi è stata condotta sulle persone a cui è stata somministrata almeno una dose di qualunque vaccino autorizzato in Italia. Le informazioni sullo stato di salute dopo la vaccinazione sono state ottenute confrontando i dati delle singole persone vaccinate con il sistema di sorveglianza integrata coordinato dall’Istituto superiore di sanità. A causa delle diverse tempistiche di notifica e accertamento diagnostico, sono stati considerati tre scenari per analizzare l’andamento di infezioni, ricoveri e decessi: per le infezioni è stata analizzata una popolazione di 7,3 milioni di persone, 5,1 milioni di persone per i ricoveri e 3,6 milioni di persone per i decessi.

«Questi dati confermano l’efficacia delle vaccinazioni e della campagna vaccinale, e la necessità di raggiungere presto alte coperture in tutta la popolazione per uscire dall’emergenza grazie a questo strumento fondamentale», ha detto il presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro.

Al momento l’Istituto superiore di sanità non ha presentato i risultati con una distinzione tra i diversi produttori di vaccini autorizzati in Italia, perché alcuni vaccini come quello sviluppato da AstraZeneca sono stati introdotti in fasi successive e somministrati a persone con un diverso profilo di rischio. Secondo l’ISS, è necessario attendere un tempo più lungo per avere un confronto con dati più solidi.

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(Marco Alpozzi - LaPresse)