(AP Photo/Julio Cortez, File)

L’attacco al Congresso del 6 gennaio sembrava «una normale visita turistica»

Lo ha detto un deputato Repubblicano durante un'audizione alla Camera degli Stati Uniti

(AP Photo/Julio Cortez, File)

Mercoledì, durante un’audizione della commissione sulla Sorveglianza della Camera degli Stati Uniti, diversi deputati Repubblicani hanno cercato di minimizzare i fatti avvenuti durante l’attacco al Congresso statunitense dello scorso 6 gennaio, in cui 5 persone erano morte e 140 agenti di polizia erano stati feriti. La commissione sulla Sorveglianza stava discutendo le lacune nei sistemi di sicurezza che avevano permesso ai sostenitori dell’ex presidente Donald Trump di entrare nell’edificio del Congresso a Washington, durante una protesta contro i presunti brogli nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre, vinte dal Democratico Joe Biden.

Il deputato repubblicano Andrew Clyde ha detto durante l’udienza che chiamare quella del 6 «un’insurrezione», come fanno molti, è «una grossa bugia» e ha parlato degli avvenimenti come di «atti di vandalismo» commessi da alcuni. Poi ha parlato dei video girati dentro al Congresso durante l’attacco:

Guardare le riprese televisive di quelli che entravano in Campidoglio e camminavano per la Statuary Hall ha mostrato persone che stavano in modo ordinato tra candelieri e cordoni, facendo foto e video. Sapete, se uno non sapesse che è un video del 6 gennaio, penserebbe davvero che si tratti di una normale visita turistica

Un altro deputato repubblicano, Ralph Norman, ha detto di non sapere perché si sostenga che le persone che hanno fatto irruzione nel Congresso fossero sostenitori dell’ex presidente Donald Trump. In realtà era stato lo stesso Trump a incitare più volte una folla di suoi sostenitori nel corso della giornata, sostenendo di essere contrario alla certificazione della vittoria elettorale di Biden, sulla quale si stava esprimendo il Congresso proprio quel giorno, e invitandoli a marciare verso il Congresso.

Nei video che sono stati girati quel giorno era peraltro molto chiaro che gli assalitori fossero sostenitori di Donald Trump: molti di loro mostravano simboli o bandiere in favore dell’ex presidente, o lo avevano sostenuto pubblicamente sui social network. Per il suo ruolo negli attacchi Trump aveva subito il secondo processo di impeachment della sua presidenza, per cui era poi stato assolto al Senato.