Due auto elettriche di Volkswagen, la ID.4 a destra e la ID.3 a sinistra, sollevate da un montacarichi nell'Autostadt aziendale di Wolfsburg, in Germania, il 26 ottobre 2020 (Sean Gallup/Getty Images)

Nel 2027 produrre un’auto elettrica costerà meno che produrne una a benzina

Lo sostiene la società di ricerche di mercato BloombergNEF, che ha fatto diverse previsioni sul futuro delle automobili elettriche

Due auto elettriche di Volkswagen, la ID.4 a destra e la ID.3 a sinistra, sollevate da un montacarichi nell'Autostadt aziendale di Wolfsburg, in Germania, il 26 ottobre 2020 (Sean Gallup/Getty Images)

Le automobili elettriche o ibride sono meno dell’1 per cento del totale delle auto che ci sono oggi nel mondo (1,2 miliardi). La loro limitata diffusione è dovuta a diversi fattori, il più importante dei quali è il prezzo di acquisto: generalmente, infatti, le auto elettriche costano il doppio degli analoghi modelli a benzina o gasolio. Le cose potrebbero però cambiare in futuro: secondo uno studio di BloombergNEF, una società del gruppo Bloomberg che fa ricerche di mercato, nel 2027 le auto elettriche costeranno meno di quelle alimentate con i combustibili fossili, anche senza tenere in considerazione gli eventuali incentivi pubblici per acquistarle.

Lo studio di BloombergNEF sostiene che in Europa la parità di prezzi sarà raggiunta nel 2026 dai SUV e dalle altre auto di maggiori dimensioni, e negli anni successivi anche dalle macchine più piccole. Altre analisi di mercato sullo stesso tema – ad esempio una fatta l’anno scorso dalla banca UBS – erano ancora più ottimistiche, perché prevedevano il raggiungimento della parità di prezzo per il 2024.

In generale, ci si aspetta un netto calo dei costi di produzione nei prossimi 5 o 6 anni, principalmente perché diminuiranno tra un quarto e due quinti i prezzi delle batterie agli ioni di litio, che attualmente hanno un grande impatto sul prezzo delle auto elettriche. Il costo delle batterie è già calato dell’87 per cento tra il 2010 e il 2019: secondo BloombergNEF tra il 2020 e il 2030 la diminuzione sarà del 58 per cento.

L’altra ragione per cui i prezzi dei veicoli elettrici scenderanno è che, con l’aumento della richiesta, la produzione permetterà economie di scala negli stabilimenti industriali, abbattendo ulteriormente i costi di produzione. Nella previsione dello studio quando il costo di produzione sarà minore anche il prezzo di acquisto calerà di conseguenza.

Nel frattempo aumenteranno anche i modelli di automobili elettriche disponibili (BloombergNEF stima che saranno più di 500 entro il 2022) e le loro vendite: nel 2020 sono state vendute 1,7 milioni di automobili elettriche, nel 2025 saranno 8,5 milioni e nel 2030 26 milioni. Entro il 2040, secondo le previsioni, più della metà delle automobili vendute nel mondo sarà elettrica: in Cina e in alcuni mercati europei le percentuali saranno molto maggiori. Per quanto riguarda invece le auto in circolazione, si stima che quelle elettriche saranno l’8 per cento nel 2030 e il 31 per cento nel 2040, man mano che sempre più auto a benzina e gasolio saranno dismesse.

L’analisi di BloombergNEF è stata commissionata da Transport & Environment (T&E), una federazione di ong europee che si occupa di mobilità sostenibile. Lo studio dice anche che le emissioni di anidride carbonica (CO2), il principale gas causa del cambiamento climatico, dovute ai trasporti su strada continueranno a salire fino al 2033: poi diminuiranno, ma si stima che ancora nel 2040 saranno maggiori di quelle del 2019, del 6 per cento. Per ottenere riduzioni maggiori delle emissioni dovute ai trasporti saranno necessarie nuove politiche in merito, ad esempio sui camion.

– Leggi anche: Ha senso usare le auto elettriche oggi, per le emissioni?

Transport & Environment chiede che l’Unione Europea introduca una data oltre la quale non si potranno più vendere automobili a benzina o gasolio (ibride comprese) per stimolare ulteriormente il mercato delle auto elettriche: ad esempio potrebbe essere il 2035, come proposto ad aprile da 27 grandi aziende, tra cui IKEA, Enel X, Sky, Uber e Volvo. Il governo britannico progetta di introdurre un limite del genere per il 2030.

Perché le auto elettriche si diffondano di più comunque serviranno, oltre a una maggiore convenienza rispetto alle auto tradizionali e a politiche incentivanti, anche un’espansione delle infrastrutture necessarie alle ricariche delle batterie e un aumento delle autonomie di queste auto.