(Netflix Italia)

Galliano di Mugello contro “l’apocalisse robot”

Come il paesino toscano è diventato lo sfondo per raccontare il film "I Mitchell contro le macchine"

(Netflix Italia)

Galliano di Mugello è un piccolo paese della Toscana, una frazione di Barberino di Mugello, vicino a Firenze. Le sue origini sono legate alla famiglia degli Ubaldini, che possedevano un castello, detto il Palazzaccio, attorno al quale attorno all’anno 1000 iniziò a formarsi un insediamento. In questi primi mesi del 2021 Galliano di Mugello ha però conosciuto una improvvisa popolarità al di là della sua antica storia.

A febbraio è infatti diventato il simbolo del gap digitale di diverse zone d’Italia: il 98% dei suoi abitanti ha infatti ancora il telefono fisso. Secondo le stime del 2020 del ministero dell’Innovazione e AGCOM, l’autorità garante delle telecomunicazioni, sono oltre 63mila le persone che non possono avere una connessione internet perché dove abitano non arriva la linea, mentre 16mila vivono in aree dove non prende nemmeno il cellulare. Nel nostro paese esistono comuni definiti “bianchissimi”, cioè dove non risulta disponibile nessun tipo di accesso ad internet fisso in oltre il 10 per cento delle abitazioni. Nelle aree di territorio connesse, la rete è spesso antiquata e l’unico modo per avere la linea è affidarsi ai ponti radio, una tecnologia meno stabile e veloce.

A fronte di questa sua particolarità, Galliano di Mugello è stato scelto come set per un’operazione di marketing realizzata per l’uscita su Netflix il 30 aprile di I Mitchell contro le macchine. Nel film una famiglia scapestrata sventa un’apocalisse robot guidata dall’ultima intelligenza artificiale introdotta sul mercato che si ribella al suo creatore e alla razza umana. Galliano di Mugello diventa allora luogo ideale per comunicare questa commedia d’animazione, ribaltando con un po’ di ironia la notizia di cronaca che lo vedeva protagonista: il paese è il luogo più sicuro in Italia per raccontare un film “che nessuna intelligenza artificiale deve guardare”. Un paese a prova di “apocalisse robot”, come racconta la campagna marketing costruita attorno a un video e a delle iniziative sul territorio.

Nel video, condiviso sugli account social di Netflix e su quelli del comune di Galliano di Mugello, si mette a confronto la vita dei cittadini del paese offline “che sanno ancora cosa significa essere umani” e l’arrivo del film dedicato alla tecnologia ribelle. Il video gioca con ironia tra realtà e finzione, tra nuove e vecchie tecnologie, grazie anche alla voce narrante di Giorgio Panariello. In una scena ad esempio, per ovviare ai problemi di connessione di Galliano di Mugello, viene recapitata a casa di una famiglia una videocassetta del film I Mitchell contro le macchine.

Le iniziative sul territorio invece sono basate sull’uso della pubblicità out-of-home (fuori-di-casa, perché è lì che si vede) e in particolare di quella detta “domination”. Si tratta di un’occupazione di una parte dello spazio pubblico da parte di un brand, che caratterizza così un luogo catturando l’attenzione dei passanti e saturando la loro visione. In parte all’opera da decenni nelle più famose piazze delle grandi città (come a Times Square o Piccadilly Circus), in questi ultimi anni la “domination” ha riguardato anche altri luoghi, soprattutto di transito (metropolitane, aeroporti), e ha cercato soluzioni di maggior effetto.

Per comunicare il film, nelle città considerate connesse e digitali, come Milano, Torino, Napoli, Roma, sono stati utilizzati dei cartelloni con una frase teaser, capace di stuzzicare la curiosità dei lettori: “Sssssssst. Spegnete i telefoni. Oscurate le videocamere. Niente: parlare di questo film è ancora troppo pericoloso. Ma non a Galliano di Mugello”.

A Galliano di Mugello invece ha avuto luogo la vera e propria iniziativa di “domination” dello spazio pubblico, attraverso cartelloni giganteschi nel centro del paese, una serie di poster per le sue vie, flyer nelle edicole, falsi giornali locali, una apecar con l’immagine del film in giro per le viuzze e infine persino un uomo sandwich. Questa occupazione comunicativa del luogo avviene volutamente con tecniche vecchio stile, dunque capaci di non essere “intercettate” dalle tecnologie ribelli protagoniste del film.