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  • venerdì 23 Aprile 2021

Cosa ha detto il sondaggio sulle Canzoni

La newsletter "quieta e notturna" del Post ha chiesto ai suoi iscritti che desideri avessero, l'autore ha risposto

Un anno e mezzo fa il Post introdusse una nuova offerta ai suoi abbonati, una specie di regalo della buonanotte, nella forma di una newsletter quotidiana serale curata peraltro dal direttore del Post (il regalo era soprattutto per lui, di fatto) e dedicata ogni sera a una canzone “quieta e notturna”. La newsletter ha guadagnato rapidamente molti apprezzamenti tra gli abbonati del Post, oggi viene ricevuta da diverse migliaia di persone, altri abbonati la leggono sul Post, e ha raccontato finora 350 canzoni: con un’aggiunta introduttiva quotidiana di notizie e di informazioni musicali accessorie.

Due settimane fa abbiamo provato a fare un bilancio e un confronto con i destinatari, e abbiamo inviato loro un sondaggio: che ha avuto molte risposte utili per il Post e per la newsletter. L’autore della quale ha riassunto le sue risposte e considerazioni all’inizio di questa settimana, e le incolliamo qui per raccontare questo altro pezzo di complicità con alcuni lettori del Post.

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Allora, intanto vi devo ringraziare perché le cose che ci avete scritto sono gentili, gratificanti e comprensive. Questa newsletter – se ne sono accorti molti di voi – è iniziata per piacere del suo autore e come una cosa personale, e vuole rimanerlo anche mentre prova comunque a rendere tutti più contenti, dove può. Quindi grazie a chi ha risposto “va benissimo così” e anche a chi ha invece segnalato con cortese discrezione i suoi altri desideri, come avevamo domandato.
 
Una prima riflessione sui risultati del sondaggio è che avete opinioni e desideri molto diversi tra loro, e questo è per me stimolante e piacevole, ma rende più difficile utilizzare le risposte per cambiare qualcosa: per fare solo l’esempio più macroscopico, ci sono quote simili di lettori a cui piace tutto e quindi vorrebbero più notizie, cose e link, e di lettori che invece dicono di faticare a leggere e cliccare su tutto, e quindi ne vorrebbero meno.
 
Tra le molte risposte varie e puntuali (“Per favore basta Genesis e Peter Gabriel. Abbiamo capito”) provo a raccontare quelle che hanno una maggiore frequenza.
La principale è di un gruppo nutrito che chiede che si sparigli di più rispetto alla linea editoriale delle “canzoni notturne” e che vorrebbe maggiori vivacità: ne terrò inevitabilmente conto, ma come avete capito tutti questa newsletter funziona se l’autore la vive con partecipazione, e benché io abbia passioni e divertimenti per cose più robuste o anche da dancefloor, la condizione di stare seduto a scrivere e farsi venire dei pensieri, ricordi, riflessioni, piaceri penetranti, si trova sempre più a suo agio con cose quiete, almeno per me (sto diventando Scalfari, lo so, succede da un pezzo).
 
Alcuni chiedono più canzoni nuove: capisco, ma oppongo due argomenti, uno oggettivo e uno soggettivo. Quello oggettivo è che la proporzione di canzoni nuove che segnalo e racconto è del tutto adeguata: tra le 400 canzoni a cui è stata dedicata la newsletter finora troverete almeno 20 canzoni del 2020, per esempio. Se fate i conti, sono probabilmente di più di quelle di ogni altro anno. A meno che la richiesta non sia che ci siano più canzoni nuove in quanto nuove: cioè che la novità sia un valore maggiore di per sé. E qui oppongo l’argomento soggettivo, ovvero che ho smesso da tempo di interessarmi a questo criterio: ascoltare una bella canzone del 1993 non è mai meno emozionante di ascoltarne una del 2021, e se da domani non uscisse mai più un disco potremmo vivere felici con la musica esistente per il resto dei nostri giorni (anzi, forse ci faremmo distrarre meno dalle volatili e insulse cose promosse dalle rotazioni commerciali e dalle promozioni discografiche e conformismi di cui siamo inevitabilmente succubi). Appendice soggettiva all’argomento soggettivo: non sono in grado di ascoltare tanta musica nuova come chi fa questo di mestiere, e come suggeritore di novità non sono quindi all’altezza.
 
Diversi di voi hanno invece chiesto modifiche pratiche più o meno semplici: mettere i link delle canzoni in testa invece che in coda, dare maggiore visibilità al nome del musicista scelto, sono cose che sistemiamo senz’altro. Mentre l’inserimento di ulteriori link a ulteriori piattaforme è un pezzetto di lavoro in più non così insignificante, considerata la gestione personale e artigianale di questa newsletter. Alcuni hanno chiesto che i link alle canzoni citate in “Altre cose, prima” siano a Spotify e non a YouTube (anche per maggiore praticità di ascolto). In alcuni casi il video è parte di quello che voglio indicare, e questo spiega la scelta: in altri vedo se riesco ad accontentarvi.
 
Non mi lamenterò con voi – siete persone che pagano per le cose che il Post dà loro, compresa questa newsletter – ma questa newsletter viene bene se continua a essere un piacere (lo è!) e non diventa una fatica, ché io non ho il fisico di Francesco Costa e la sua proverbiale capacità di non dormire per produrre newsletter e podcast. E malgrado ci stiamo lavorando, non sono ancora stato del tutto pensionato dalle altre cose del Post per godermi solo questa e le vostre gentilezze.
 
Alcuni di voi hanno segnalato con garbatissimo disappunto di conoscere troppo poche delle canzoni segnalate, e che vorrebbero trovare cose più familiari. Rifletterò anche su questa richiesta, ma naturalmente l’intenzione continua a essere esattamente quella: di farvi conoscere cose finora ignote e in ambiti che potete avere frequentato poco, che è uno dei maggiori piaceri della musica, e della vita.
 
Infine, sulla scelta maggiore della conservazione o meno della attuale frequenza – cinque volte alla settimana – le risposte e i dati che vediamo ci dicono che la maggioranza degli iscritti alle Canzoni non riesce a leggerle tutte: stiamo facendo qualche pensiero su come evitare che vadano sprecate (ogni canzone che poi non ascoltate è un dolore, per me) senza scontentare i lettori più assidui e fedeli.
E insomma, volevo condividere con voi queste riflessioni e far vedere che ho letto con interesse e gratitudine tutte le risposte. Nei prossimi giorni cominceremo a tenerne conto e fare qualche assestamento.
Grazie, l’ho detto?

So I say
Thank you for the music, the songs I’m singing
Thanks for all the joy they’re bringing
Who can live without it? I ask in all honesty
What would life be?
Without a song or a dance, what are we?
So I say thank you for the music
For giving it to me

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