Idriss Déby (AP Photo/Markus Schreiber, File)
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  • martedì 20 Aprile 2021

È morto il presidente del Ciad

L’esercito ciadiano dice che Idriss Déby è stato ucciso durante alcuni scontri con i ribelli, ma ci sono diverse cose ancora poco chiare

Idriss Déby (AP Photo/Markus Schreiber, File)

L’esercito del Ciad ha annunciato che il presidente Idriss Déby è morto martedì 20 aprile a causa di alcune ferite riportate mentre si trovava nei pressi di una zona di guerra, ha detto il portavoce dell’esercito ciadiano Azem Bermandoa Agouna in un discorso alla televisione di stato. Déby sarebbe rimasto coinvolto in scontri tra l’esercito e il gruppo ribelle Front pour l’Alternance et la Concorde au Tchad (FACT) mentre si trovava vicino al luogo dei combattimenti.

Le circostanze della sua morte però sono ancora poco chiare: non si sa né come sia morto né perché si trovasse in visita in un’area dove erano in corso scontri armati. L’esercito ha fatto sapere che il presidente sarebbe morto «esalando il suo ultimo respiro mentre difendeva la nazione sovrana sul campo di battaglia», come ha detto Azem Bermandoa Agouna, ma il gestore della sua campagna elettorale ha detto invece che Déby si trovava nella zona solo per una visita all’esercito, decisa all’ultimo momento.

L’annuncio della morte di Déby, che aveva 68 anni, è avvenuto un giorno dopo i risultati delle elezioni, che lo avevano confermato presidente con quasi l’80 per cento dei voti: governava ininterrottamente dal 1990, quando aveva preso il potere con una rivolta armata, e quello che stava per cominciare sarebbe stato il suo sesto mandato. Il Ciad è considerato un paese non libero, ma è un forte alleato dell’Occidente, soprattutto di Francia e Stati Uniti, e ha contribuito in molte circostanze alle azioni di antiterrorismo nella regione del Sahel e in Nigeria contro il gruppo islamista Boko Haram.

Anche durante l’ultima campagna elettorale, i tre candidati dell’opposizione si erano ritirati prima del voto descrivendole come una farsa e accusando il presidente di repressione nei confronti degli oppositori. Déby aveva limitato molto la campagna elettorale e vietato le manifestazioni, ed era stato accusato di aver messo in piedi finti candidati di opposizione (oltre a quelli che si erano ritirati) per far sembrare le elezioni più combattute.

Il giorno delle elezioni, l’11 aprile, i ribelli del FACT avevano attraversato il confine con la Libia e si erano spinti a sud verso la provincia di Kanem, fino ad arrivare ad alcune centinaia di chilometri dalla capitale N’Djamena. Negli scorsi giorni ci sono stati duri scontri, che secondo l’esercito ciadiano avrebbero provocato 300 morti fra i ribelli. Alla fine, sempre secondo l’esercito, i ribelli sarebbero stati stati sconfitti e costretti a ritirarsi.

Lunedì Déby avrebbe dovuto tenere un discorso per celebrare la vittoria elettorale, ma invece aveva deciso di andare in visita presso l’esercito, come ha detto ai media locali Zen Bada, il capo della sua campagna elettorale: «Il candidato avrebbe voluto rimanere qui [nella capitale, ndr] a festeggiare, ma in questo momento si trova con le nostre forze di difesa e sicurezza che combattono i terroristi che minacciano il nostro territorio».

Martedì, secondo l’esercito, Déby sarebbe stato in qualche modo coinvolto negli scontri e sarebbe morto.

FACT è un gruppo di ribelli creato nel 2016 da ex membri dell’esercito ciadiano contrari al governo di Déby, che accusavano di repressione politica. Il gruppo si è stabilito al confine con la Libia, nelle montagne del Tibesti, a nord del Ciad, un’area in gran parte desertica e disabitata.

Dopo aver annunciato la morte di Déby, l’esercito ha detto che il governo e il parlamento erano stati sciolti e che i confini del paese erano chiusi. Sono state inoltre annunciate due settimane di lutto nazionale. Un consiglio militare comandato dal generale Mahamat Idriss Déby, il figlio 37enne del presidente ucciso, dovrebbe guidare un governo provvisorio per i prossimi 18 mesi, al termine dei quali si dovrebbero tenere nuove elezioni.

Secondo la giornalista di Al Jazeera Hiba Morgan, che al momento si trova a N’Djamena, la capitale del Ciad, l’insediamento del consiglio militare sarebbe in contrasto con la costituzione, che però è stata a sua volta sospesa.