Luigi Di Maio (Yiannis Kourtoglou Pool via AP)

Lo spionaggio russo in Italia è un «atto ostile», dice Luigi Di Maio

Riferendosi al fermo di un ufficiale italiano accusato di aver passato informazioni riservate a un militare russo

Luigi Di Maio (Yiannis Kourtoglou Pool via AP)

Mercoledì pomeriggio il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha riferito al Senato a proposito del fermo, avvenuto la sera di martedì, di un ufficiale della Marina militare italiana e di un ufficiale russo in servizio all’ambasciata della Federazione Russa di Roma, entrambi accusati di spionaggio e rivelazione di segreto. I due sono stati fermati in flagranza, dopo che l’ufficiale italiano aveva consegnato documenti riservati all’ufficiale russo.

Parlando al Senato, Di Maio ha definito la presunta operazione di spionaggio da parte della Russia come un «atto ostile». Poco prima aveva annunciato l’espulsione dal paese di due funzionari russi coinvolti nella vicenda.

Lasciatemi sottolineare che si tratta di un atto ostile, di estrema gravità, e quindi abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari.

Tradizionalmente, all’interno dell’Unione Europea l’Italia è tra i paesi che intrattengono le relazioni più amichevoli con la Russia. Le relazioni si sono in parte raffreddate dopo l’invasione russa della penisola ucraina della Crimea, nel 2014, in seguito alla quale l’Italia, con i suoi partner europei, impose sanzioni economiche contro la Russia.

Dmitri Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, commentando le espulsioni ha detto di non conoscere per ora il motivo del provvedimento, ma ha aggiunto che spera che le buone relazioni tra Italia e Russia non siano danneggiate.

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