Una nuova analisi ha confermato il criticato annuncio sull’efficacia del vaccino di AstraZeneca

L’azienda farmaceutica britannico-svedese AstraZeneca ha fornito informazioni più precise sull’esito del test clinico condotto negli Stati Uniti per verificare sicurezza ed efficacia del proprio vaccino contro il coronavirus, i cui risultati erano stati parzialmente anticipati lunedì 22 marzo con qualche polemica. Il vaccino ha registrato un’efficacia del 76 per cento nel ridurre i rischi della COVID-19, e si è rivelato efficace al 100 per cento contro le forme gravi della malattia, che possono rendere necessario un ricovero in ospedale e in alcuni casi avere conseguenze letali.

Il nuovo risultato sull’efficacia è di circa il 3 per cento inferiore rispetto a quello comunicato lunedì, basato su 141 casi di COVID-19 che si erano verificati nel corso del test clinico che aveva coinvolto 32mila volontari. La nuova analisi ha compreso invece 190 casi di COVID-19, con altri 14 casi ancora da verificare, ma che non dovrebbero incidere particolarmente sul calcolo dell’efficacia.

Lunedì, la diffusione dei primi risultati era stata accolta con scetticismo da parte delle autorità sanitarie statunitensi, secondo le quali AstraZeneca aveva utilizzato informazioni non ancora aggiornate in modo da diffondere un esito più favorevole della sperimentazione. AstraZeneca aveva in seguito chiarito di essere ancora al lavoro sui dati e aveva anticipato un aggiornamento sull’efficacia, diffuso infine nella notte tra mercoledì e giovedì.

Nel test clinico statunitense, il vaccino di AstraZeneca ha in sostanza confermato i risultati ottenuti altrove nelle precedenti sperimentazioni, e che avevano portato a dati più difficili da interpretare a causa di alcuni errori. Il vaccino è efficace al 76 per cento nel prevenire la COVID-19 a 15 giorni dalla somministrazione della seconda dose. I risultati sono stati simili in diverse fasce di età, con un’efficacia dell’85 per cento tra gli over 65.

Le cose da sapere sul coronavirus

Le analisi sui nuovi dati faranno parte delle informazioni che utilizzerà la Food and Drug Administration, l’agenzia federale statunitense che si occupa di farmaci, per il processo di autorizzazione di emergenza del vaccino di AstraZeneca negli Stati Uniti.

(Antonio Masiello/Getty Images)