(EPA/ALESSANDRO DI MEO)

Il Comitato tecnico scientifico non ha più senso, dice l’ex capo

Agostino Miozzo, nominato dal secondo governo Conte, spiega che entro poche settimane l'organo scientifico potrebbe anche sciogliersi

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Agostino Miozzo, medico e dirigente della Protezione Civile, ha confermato con un’intervista a Repubblica di essersi dimesso dalla carica di presidente del Comitato tecnico scientifico (Cts), l’organo consultivo del governo per la gestione della pandemia da coronavirus. La notizia era stata anticipata lunedì dal Corriere della Sera.

Miozzo ha 67 anni ed era stato nominato a capo del Cts dal secondo governo guidato da Giuseppe Conte all’inizio della pandemia, nel febbraio del 2020. Durante il suo mandato Conte si è spesso affidato al Cts per dirimere alcune delle questioni più delicate, come la riapertura delle scuole o delle attività commerciali durante alcune fasi della pandemia. Il comitato ha continuato a riunirsi anche dopo l’entrata in carica del nuovo governo di Mario Draghi.

Ora però Miozzo ha spiegato a Repubblica che a suo dire il Cts «ha esaurito il suo motivo di essere» perché, in sostanza, il nuovo governo è riuscito a riorganizzare la gestione della pandemia: «prima il Cts ha dovuto supplire a mancanze palesi. Le Regioni andavano per conto loro, i ministeri faticavano. Ora c’è un coordinamento generale e un blocco istituzionale più saldo».

Come esempi di una organizzazione più efficace Miozzo cita anche la nomina di Francesco Paolo Figliuolo come nuovo commissario straordinario per l’emergenza COVID-19, e un coinvolgimento più stretto della Protezione Civile. «Credo che in uno, due mesi al massimo possa sciogliersi meritando l’applauso della nazione», ha aggiunto Miozzo riferendosi al Cts.

Miozzo ha spiegato anche che rimarrà consulente del governo collaborando col ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per creare un ufficio interno al ministero che si occupi di gestione dei focolai.

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