Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 2 febbraio 2021 (Ufficio stampa del Quirinale)

Mattarella ha convocato Mario Draghi

Il presidente della Repubblica vuole che il Parlamento sostenga un governo non politico, dopo che la vecchia maggioranza non ha trovato un accordo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 2 febbraio 2021 (Ufficio stampa del Quirinale)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato al Quirinale per mercoledì alle 12 l’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, a cui con ogni probabilità proporrà di provare a formare un governo tecnico dopo che la vecchia maggioranza non ha trovato un accordo per sostenerne uno politico. In un discorso tenuto nella serata di martedì, Mattarella ha detto che fallite le trattative tra i partiti che sostenevano il secondo governo di Giuseppe Conte le uniche strade sono un governo non politico o le elezioni anticipate, esprimendosi però decisamente in favore della prima possibilità, e argomentando. Il mandato esplorativo che Mattarella aveva affidato al presidente della Camera Roberto Fico, incaricato di provare a mettere d’accordo la vecchia maggioranza, è fallito: «Non c’è unanime disponibilità a dare vita a una maggioranza», ha detto Fico martedì sera.

Mattarella ha spiegato che è meglio evitare che si debba fare campagna elettorale e organizzare nuove elezioni in un periodo «cruciale» per l’Italia, come quello attuale. In vista del voto, ha continuato Mattarella, l’attività del governo in carica è ridotta, dato che i partiti sono impegnati nella campagna elettorale: secondo Mattarella questa circostanza sarebbe dannosa nei prossimi mesi, che saranno fondamentali per la situazione dell’Italia, per la pandemia da coronavirus, per i rapporti con l’Unione Europea e i problemi sociali che il paese dovrà affrontare. Un governo ad attività ridotta «non sarebbe in grado» e «per certi versi nemmeno potrebbe» occuparsi di questioni importanti come la campagna vaccinale contro il coronavirus, la fine del blocco dei licenziamenti che avverrà a marzo e le trattative con la Commissione Europea per l’uso dei fondi del Recovery Fund.

Mario Draghi, la persona a cui Mattarella ha deciso di rivolgersi, ha 73 anni e, come presidente della Banca centrale europea, è stato celebrato come la persona che ha salvato l’euro negli anni seguiti alla crisi economica mondiale cominciata nel 2008. Prima di essere a capo della BCE, dal 2011 al 2019, aveva guidato la Banca d’Italia dal 2005 al 2011, modernizzandola. Prima ancora aveva insegnato economia, era stato direttore generale del ministero del Tesoro per dieci anni e aveva lavorato nella banca d’affari Goldman Sachs per due.

Sembra evidente che ora comincerà una nuova fase delle trattative tra i partiti, che coinvolgeranno anche forze esterne alla vecchia maggioranza, e quindi del centrodestra e della destra: bisognerà vedere come risponderanno insomma Forza Italia, che nei giorni scorsi era sembrata disponibile a parlare di un governo sostenuto dalla cosiddetta “maggioranza Ursula”la Lega, che a sua volta aveva fatto intendere di voler considerare un eventuale appello di Mattarella, e Fratelli d’Italia, che invece ha sempre chiesto le elezioni, anche perché ha consensi nei sondaggi decisamente superiori a quelli ottenuti alle ultime elezioni nel 2018.

Dopo due giorni di trattative guidate da Fico, i partiti della vecchia maggioranza – e quindi Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva – non avevano trovato un accordo per formare un nuovo governo. Secondo le dichiarazioni successive dei presenti, non si è trovata un’intesa su molti punti importanti, e si è parlato di «distanze incolmabili». Da giorni, dopo la crisi innescata da Matteo Renzi e dalle dimissioni delle ministre di Italia Viva, era diventato evidente che l’unica soluzione politica alla crisi era che gli stessi partiti che avevano sostenuto il secondo governo di Giuseppe Conte trovassero una quadra per formare una nuova maggioranza, identica o quasi alla precedente, sostenendo un governo con nuovi ministri e un programma rivisto.

Le discussioni principali tra i partiti hanno riguardato il nome per la presidenza del Consiglio – PD, M5S e LeU volevano Conte, Italia Viva preferiva qualcun altro – e per alcuni ministeri, in particolare quelli delle figure più sgradite a Renzi: si è parlato molto di Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, e Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia. Italia Viva voleva poi la sostituzione di Domenico Arcuri come commissario per l’emergenza coronavirus, e voleva che cambiassero i piani su diversi punti importanti, in particolare l’accesso al Meccanismo Europeo di Solidarietà (MES), su cui il M5S si oppone da sempre, e il piano organizzato per la gestione dei fondi europei del Recovery Fund.

Ma le trattative delle ultime ore hanno riguardato anche temi più sotterranei, hanno riferito i cronisti politici, includendo estese discussioni sui ministeri e sul maggiore potere preteso da Italia Viva.