Il vostro orologio potrebbe essere magnetizzato

È un problema comune che causa piccoli malfunzionamenti e che si può risolvere facilmente con uno smagnetizzatore a casa

Forse non tutti i possessori di orologi analogici sanno che i campi magnetici possono metterne a rischio il funzionamento. Nella vita quotidiana, piccoli campi magnetici si trovano un po’ ovunque: per esempio negli smartphone, negli altoparlanti, nei piani cottura a induzione e nelle borse che si chiudono a calamita, solo per fare qualche esempio. Un orologio meccanico o al quarzo tenuto molto vicino a uno di questi campi magnetici per un po’ di tempo può magnetizzarsi, col risultato che i movimenti degli ingranaggi potrebbero alterarsi e le lancette rallentare, accelerare o fermarsi completamente. Tutte cose che non dovrebbero mai accadere a un oggetto il cui scopo è misurare il tempo.

La maggior parte dei produttori e dei venditori consiglia a chi si ritrova con un orologio magnetizzato di andare nel negozio in cui l’ha comprato e farlo smagnetizzare. Ma per chi di questi tempi preferisce non uscire e per chi ama aggiustare le cose con le proprie mani, esiste anche un modo casalingo per farlo: e cioè usare uno smagnetizzatore. Online se ne trovano un po’ ovunque – ad esempio su Amazon – e solitamente costano una quindicina di euro.

Secondo James Stacey, redattore di Bloomberg che dal 2018 scrive solo di orologi, la prima cosa da fare è verificare che il vostro orologio sia effettivamente magnetizzato ed escludere che i suoi problemi non abbiano invece altre cause. Per farlo si può usare una bussola: basta appoggiarla su un tavolo e poi avvicinare lentamente il quadrante dell’orologio. Se l’ago della bussola comincia a muoversi e si sposta dalla posizione originaria (verso nord), probabilmente il vostro orologio andrà smagnetizzato. Se non avete una bussola in casa, potete scaricare sullo smartphone una di quelle applicazioni che rilevano i campi magnetici e fare lo stesso esperimento. Stacey suggerisce Lepsi, che è particolarmente sensibile e funziona su iPhone, ma ce ne sono anche altre che vanno bene per telefoni con sistema operativo Android.

Una volta appurato che l’orologio va smagnetizzato, si può intervenire con uno smagnetizzatore. Stacey sottolinea che il processo è molto semplice, ma va eseguito in modo preciso, altrimenti non funziona e anzi si rischia di magnetizzare l’orologio ancora di più. Infatti lo smagnetizzatore stesso funziona creando un campo magnetico. Prima di cominciare bisogna fermare l’orologio: se è dotato di “fermo macchina” si fermerà semplicemente tirando fuori la rotellina con cui si regola l’ora, altrimenti dovrete aspettare che si scarichi da solo.

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Dopo aver attaccato lo smagnetizzatore alla presa, avvicinate il quadrante dell’orologio alla sua “parte morbida”, quella rettangolare vicina all’interruttore. Alcuni lo appoggiano direttamente, ma Stacey suggerisce di tenerlo sollevato con una mano a mezzo centimetro di distanza circa, orientato parallelamente alla superficie dello smagnetizzatore.

Un orologio appoggiato sulla “parte morbida” di uno smagnetizzatore

Poi bisogna premere e tenere premuto il pulsante che lo attiva e contemporaneamente portare verso l’alto l’orologio. Va portato ad almeno una trentina di centimetri e poi si può smettere di tenere premuto il pulsante. A questo punto si può rifare la prova della bussola e vedere se l’orologio è effettivamente stato smagnetizzato.

Stacey scrive che se non avesse un orologio antimagnetico (in commercio ne esistono diversi), lo farebbe con ogni orologio che non funziona alla perfezione: «Lo considero un po’ come affilare i coltelli. È una manutenzione rapida e non ci vuole molto per smagnetizzare anche una grande collezione di orologi».

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