Milano, 1 gennaio 2021 (LaPresse - Claudio Furlan)
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  • sabato 16 Gennaio 2021

I nuovi colori delle regioni

Il ministero della Salute ha deciso che Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano saranno “zona rossa”, altre 12 regioni “arancione”

Milano, 1 gennaio 2021 (LaPresse - Claudio Furlan)

Sabato il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato le nuove ordinanze che prevedono che da domenica 17 gennaio Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano diventeranno zone rosse, e quindi con le misure più rigide per contenere l’epidemia da coronavirus. Diventeranno invece zona arancione altre 12 regioni: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Val d’Aosta (precedentemente gialle), ed Emilia-Romagna, Calabria e Veneto (che erano già arancioni). Rimarranno in zona gialla soltanto Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e provincia autonoma di Trento.

Venerdì però il presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ha firmato un’ordinanza che va contro l’ordinanza ministeriale, mantenendo la provincia “zona gialla”, come regolato dall’ordinanza provinciale precedente. In una nota diffusa venerdì sera, Speranza aveva detto che «Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio». Non è chiaro quindi come si comporterà il ministero rispetto all’ordinanza della provincia di Bolzano.

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, invece, aveva annunciato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale «qualora dovesse arrivare questa ordinanza», sostenendo che i dati epidemiologici della Lombardia non giustifichino la zona rossa.

Le cose da sapere sul coronavirus

La differenza principale nel passaggio di una regione da zona arancione a zona rossa è che in quest’ultima sono vietati tutti gli spostamenti, sia dentro che fuori dal proprio comune, tranne quelli per lavoro, salute o necessità, e quelli giustificati dalla “deroga sulle visite”, cioè per andare in un’altra casa, rispettando alcuni limiti. In tutti questi casi è necessaria l’autocertificazione. L’altra differenza principale è che nelle regioni in zona rossa rimangono chiusi i negozi non essenziali.

Sia nelle aree rosse che in quelle arancioni, la “deroga sulle visite” è concessa secondo l’ultimo Dpcm, in vigore dal 16 gennaio, soltanto nell’ambito del proprio comune di residenza. In questo spostamento si può essere al massimo in due, eventualmente accompagnati da minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti senza restrizioni di numero. Nelle regioni in area gialla le visite sono permesse nella propria regione.

Sia nelle zone arancioni che in quelle rosse restano chiusi al pubblico bar e i ristoranti, con la possibilità di effettuare asporto e consegne a domicilio. L’ultimo Dpcm ha però previsto un’ulteriore limitazione per i bar: per evitare assembramenti fuori dai locali sarà consentito acquistare cibo e bevande d’asporto soltanto fino alle 18. Fra le altre novità introdotte dal Dpcm c’è la possibilità per i musei di riaprire dal lunedì al venerdì, ma solo nelle regioni in area gialla.

Il Dpcm prevede inoltre che da lunedì 18 gennaio – salvo in area rossa – nelle scuole superiori di secondo grado riprendano le lezioni in presenza almeno al 50 per cento e fino ad un massimo del 75 per cento delle ore di lezione. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie (salvo in area rossa) la didattica continuerà a svolgersi integralmente in presenza. In tutte le regioni, comprese in quelle in area gialla, continuerà a essere in vigore il coprifuoco dalle 22 a 5 di mattina e l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto. Qui abbiamo spiegato tutti i dettagli del nuovo Dpcm.

Il cambio di colore delle regioni è stato deciso in base ai nuovi parametri stabiliti dal Decreto legge dello scorso 13 gennaio e ai dati epidemiologici forniti dalla Cabina di regia, oltre che alle richieste di alcuni amministratori locali come quella del presidente della Sicilia Nello Musumeci (che ha chiesto al governo che la regione fosse classificata come rossa nonostante i parametri da area arancione).