(Sean Gallup/Getty Images)
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Perché investire nell’idrogeno “verde”

E perché Maire Tecnimont e Enel Green Power hanno stretto un accordo per cominciare a produrlo negli Stati Uniti

(Sean Gallup/Getty Images)

A maggio Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), ha invitato i governi del mondo a investire nell’idrogeno “verde” e in generale quest’anno politici di tutto il mondo hanno cominciato a parlarne come alternativa ai combustibili fossili e più sostenibile. Da decenni si pensa di usare l’idrogeno al posto di petrolio e gas naturale, ma è ancora poco diffuso perché per produrlo in modo sostenibile e a costi contenuti servono grossi investimenti iniziali. Le cose però cominciano a cambiare. E infatti il 9 dicembre Maire Tecnimont, multinazionale italiana che si occupa di ingegneria impiantistica, ha firmato un accordo con Enel Green Power, la società del gruppo Enel che si occupa di fonti energetiche rinnovabili, per produrre idrogeno verde negli Stati Uniti.

Una volta superato il problema dei grossi investimenti iniziali l’idrogeno potrebbe diventare un vettore di energia sostenibile diffusa e – in certi ambiti, ad esempio quello del trasporto di merci su strada – molto conveniente.

Cos’è l’idrogeno verde, esattamente
Il vantaggio di usare l’idrogeno come combustibile sta nel fatto che la sua combustione non causa l’emissione di anidride carbonica (CO2), il principale tra i gas responsabili del cambiamento climatico, ma solo di vapore acqueo. L’utilizzo di questo carburante quindi è poco inquinante (il vapore acqueo è a sua volta un gas serra, ma più sostenibile), ma non altrettanto si può dire della sua produzione.

L’idrogeno infatti non si trova allo stato puro nell’ambiente, ma all’interno di sostanze come l’acqua, il gas naturale o il petrolio. Per estrarlo da queste sostanze – oppure dai rifiuti di plastica, caso in cui si parla di idrogeno “circolare” – bisogna impiegare energia: ci sono diversi modi per farlo, ma non tutti sono convenienti dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica. Per esempio, oggi, la stragrande maggioranza dell’idrogeno si produce utilizzando energia prodotta dai combustibili fossili, che generano anidride carbonica. In questo caso si parla di idrogeno “grigio”, oppure “blu” nel caso in cui l’anidride carbonica venga catturata e stoccata sottoterra, per evitare la dispersione nell’atmosfera.

L’idrogeno verde invece è quello ottenuto usando solo energia prodotta da fonti rinnovabili, come l’energia solare, quella eolica o quella da riciclo. Si ottiene con un processo di elettrolisi, cioè con la separazione dell’idrogeno e dell’ossigeno presenti nell’acqua, tramite una macchina ― alimentata ad energia elettrica ― che si chiama elettrolizzatore.

Generalmente, sia gli elettrolizzatori sia l’energia prodotta da fonti rinnovabili sono piuttosto costosi, e questo fa sì che attualmente l’idrogeno verde costi tra i 4 e gli 8 dollari al chilo. Per abbassare i costi serve un investimento molto consistente negli elettrolizzatori, nella produzione di energia rinnovabile e nella costruzione di infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio e la fornitura. Per questo, la collaborazione tra aziende che si occupano di tecnologie avanzate per la transizione energetica e aziende che si occupano di energia rinnovabile — oltre naturalmente ai piani di sviluppo incentivati dai governi — è particolarmente auspicabile.

L’accordo tra Maire Tecnimont ed Enel Green Power
Il progetto sviluppato da Maire Tecnimont, che sarà operativo per il 2023, prevede di utilizzare l’energia rinnovabile generata da uno degli impianti solari di Enel Green Power negli Stati Uniti per produrre idrogeno verde. Nello specifico, a firmare l’accordo con Enel Green Power è stata NextChem, l’azienda del gruppo Maire Tecnimont che si occupa di sviluppare nuove tecnologie per la transizione energetica. NextChem è impegnata nello sviluppo di soluzioni per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei processi industriali, tecnologie per la produzione di idrogeno, riciclo della plastica e tecnologie per la produzione di biocarburanti.

L’obiettivo dell’accordo è di combinare impianti per l’energia solare ed elettrolizzatori. Oltre a svolgere la funzione di partner tecnologico e di ingegneria, NextChem sarà full turnkey EPC (Engineering, Procurement and Construction) contractor, cioè si occuperà di svolgere sia i servizi di ingegneria, che quelli di fornitura dei materiali e di realizzazione dell’opera. Enel Green Power valuterà anche la sperimentazione di tecnologie avanzate per aumentare l’efficienza nella produzione di idrogeno verde.

Il Gruppo Maire Tecnimont ha grande esperienza nella produzione di idrogeno e oltre un centinaio dei suoi progetti conclusi e in corso sono dedicati a questo ambito di sviluppo. Allo stesso tempo, Enel Green Power sta sviluppando progetti legati all’idrogeno verde in Italia, Spagna, Cile e Stati Uniti. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del gruppo Maire Tecnimont e di NextChem, ha commentato l’accordo con Enel Green Power dicendo che «questa iniziativa industriale valorizza le competenze del nostro gruppo nella chimica dell’idrogeno applicate alla produzione di idrogeno da energie rinnovabili solari, e rappresenta un passo importante nello sviluppo delle nostre iniziative legate all’idrogeno verde».

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