(AP Photo/Luca Bruno)
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10 modi per risparmiare energia a casa

E ridurre il proprio impatto sull'ambiente: alcuni sono semplici e alla portata di tutti, altri richiedono un investimento economico e altri ancora di cambiare le proprie abitudini

(AP Photo/Luca Bruno)

Spiegare perché bisognerebbe cercare di risparmiare energia non serve: è chiaro a tutti che riducendo i propri consumi si ottiene un vantaggio individuale (si spende meno), e un altro collettivo (si producono meno emissioni di anidride carbonica, principale causa del cambiamento climatico). Non tutti però sanno bene come fare a risparmiare energia a casa. Per capirlo bisogna avere un’idea precisa di quanto si consuma e come, e le bollette hanno una struttura complicata che non permette davvero di capirlo. Pochi sanno a quale classe energetica appartengono i propri elettrodomestici, e non molti fanno attenzione alla temperatura di casa d’inverno. La maggior parte delle persone non saprebbe dire quanti kWh consuma in un mese, e se siano tanti o pochi. Molti non hanno nemmeno idea di cosa sia un kWh – che si legge “chilowattora”.

Piccoli (e facili) cambiamenti per ridurre i consumi
Partiamo da una cosa che è alla portata di tutti: le lampadine. Rispetto alle lampadine tradizionali, le lampadine a risparmio energetico trasformano in luce una maggior percentuale dell’energia elettrica che richiedono. Per fare un esempio, le lampadine tradizionali a incandescenza trasformano in luce solo il 5 per cento dell’energia ricevuta, disperdendo tutto il resto. Le lampadine fluorescenti ne trasformano il 25 per cento circa, mentre le lampadine a LED il 50 per cento. Le lampadine a LED sono le più consigliate anche perché durano molto più a lungo, è più difficile romperle e non producono calore ― perché, appunto, c’è meno dispersione di energia. Inoltre le lampade a LED sono composte al 95 per cento da materiali riciclabili: se smaltite correttamente, quindi, sono anche meno inquinanti.

Un’altra cosa facile che si può fare, se si ha una vecchia caldaia tradizionale (cioè a camera stagna), è assicurarsi che funzioni bene e non consumi più del dovuto. Per assicurarsene bisogna farla controllare periodicamente. Si può anche pensare di sostituirla con una caldaia a condensazione, cosa che permetterebbe di abbattere i consumi di circa il 20 per cento e di inquinare meno l’aria. La differenza tra i due tipi di caldaie è che, mentre in una tradizionale i fumi escono ancora molto caldi, e pieni del vapore acqueo causato dalla combustione del gas, la caldaia a condensazione fa in modo che scambino più calore con l’acqua da riscaldare ed escano quindi più freddi, facendo appunto condensare il vapore.

Sempre per ridurre i consumi legati al riscaldamento, una cosa a cui fare attenzione è che la temperatura di casa non salga mai sopra i 20 °C. Per ogni grado in più la spesa per il riscaldamento aumenta e non di poco: di circa il 7 per cento. Controllare la temperatura è anche una delle cose più importanti che possiamo fare per diminuire il nostro impatto ambientale: gli impianti di riscaldamento (e raffrescamento, d’estate) delle case sono tra le cose che aumentano di più la quantità di emissioni di anidride carbonica nei consumi individuali di una singola persona.

In camera da letto in particolare è consigliabile tenere la temperatura anche più bassa, a 18 °C, non solo per risparmiare, ma anche per dormire meglio. Chi vive in condomini con il riscaldamento centralizzato può regolare le valvole termostatiche – sono obbligatorie da luglio 2017 – mentre gli altri possono regolare la temperatura sia col termostato che con le valvole: è solo una questione di abitudine.

Cambiamenti un po’ più costosi
Ci sono poi cambiamenti che richiedono un maggiore investimento economico, almeno all’inizio. Ad esempio, la sostituzione degli elettrodomestici più vecchi, che con buone probabilità appartengono a una classe energetica ad alto consumo, con elettrodomestici di classe energetica A+++: sono quelli più efficienti, che permettono di consumare meno. Dato che questo si traduce in un risparmio economico, quando si sceglie quale elettrodomestico acquistare è meglio considerare, oltre al prezzo, anche la classe energetica. Per fare un esempio: un modello di classe energetica A+++ consuma in un anno poco meno della metà di un frigorifero di classe A+ e circa due terzi di un modello di classe A++.

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Un’altra iniziativa che si può prendere, ancora più impegnativa economicamente rispetto alla sostituzione di un elettrodomestico, ma parecchio efficace, è cambiare gli infissi se si vive in una casa dove sono vecchi e lasciano passare gli spifferi. Andrebbero sostituiti con infissi isolanti; anche mettere i doppi vetri potrebbe essere un investimento utile a ridurre la dispersione del calore. Con questo cambiamento, il risparmio di energia potrebbe arrivare fino al 70 per cento.

Cambiamenti decisamente più costosi (ma incentivati)
Per stimolare l’economia durante l’epidemia, il governo italiano ha approvato una misura che ha chiamato “Superbonus 110%”, che consente di detrarre dalle tasse il 110 per cento delle spese sostenute per interventi di miglioramento degli edifici. Di fatto, il Superbonus permette a chi vuole migliorare l’isolamento termico di una casa o di un condominio di rientrare interamente della spesa nel giro di cinque anni, ottenendo anche un’ulteriore detrazione del 10 per cento. Questa può essere un’occasione per dare il via a lavori di ristrutturazione della propria casa o di proporre al proprio condominio di creare quello che viene chiamato “cappotto termico”: cioè un sistema di coibentazione delle pareti con pannelli isolanti che riduce la dispersione di calore, e quindi i consumi del riscaldamento e del raffrescamento. Migliora anche la classe energetica delle case, aumentandone il valore.

Cambiamenti più impegnativi (ma gratuiti)
Ci sono poi cambiamenti che non costano nulla ma sono comunque impegnativi perché richiedono di cambiare i propri comportamenti quotidiani. Da un certo punto di vista sono cose da nulla, ma devono diventare nuove abitudini perché abbiano davvero senso. Un primo esempio: quando si lasciano il computer o la televisione in standby attaccati alla presa, di fatto si consuma energia a vuoto. Questo vale, anche se in misura minore, anche per i caricatori dei telefoni e dei portatili. Dunque bisognerebbe staccare tutte le spine prima di andare in vacanza o stare via da casa per un po’. Ricordarsi di farlo è una prima buona abitudine da prendere.

Altre accortezze meno intuitive che si possono mettere in pratica invece riguardano l’uso degli elettrodomestici. Il primo è non usare la lavatrice con cicli di lavaggio a temperature maggiori di 30 °C quando non strettamente necessario. Il secondo riguarda invece la temperatura del frigo: conviene tenerla a 4/6 °C. Il terzo infine è sull’altro grande elettrodomestico di casa, il forno: la funzione “grill” andrebbe usata con parsimonia, dato che consuma il doppio di quella tradizionale.

Altri comportamenti virtuosi da adottare dipendono dalle abitudini personali di ciascuno: potrebbe essere più difficile capire quali siano dato che, come dicevamo, non è sempre chiaro come fare a consumare meno energia. NeN, una nuova azienda fornitrice di luce e gas, ha pensato a un modo per aiutare i suoi clienti a capire bene come fare: ha creato una app che permette di monitorare i propri consumi e dà consigli personalizzati su come ridurli. Funziona così: dopo che l’utente ha inserito le informazioni sulla casa in cui vive, sul numero e l’età delle persone che ci abitano e sul tipo di riscaldamento che ha, e ha elencato dettagliatamente le caratteristiche degli elettrodomestici che usa (con classe energetica, marca e modello), la app restituisce una serie di indicazioni utili e permette di capire se i consumi siano in linea con quelli che dovrebbero essere.

Dato che molte persone non saprebbero dire se 2.900 kWh al mese (o all’anno) siano tanti o pochi, la app mette a confronto la stima dei consumi dell’utente con la media di un’abitazione simile nella stessa provincia. A ogni elettrodomestico inserito, inoltre, dà una valutazione che va da una a 5 foglie, cioè da alto consumo (poche foglie, simbolo di comportamenti sostenibili) a basso consumo (molte foglie). Infine, sulla base di tutte queste informazioni, la app manda all’utente messaggi periodici con consigli personalizzati per adattare i propri comportamenti, in modo da ridurre sprechi e ottenere un risparmio. La parte davvero impegnativa, quella che riguarda il cambiamento delle proprie abitudini, però spetta a chi sta dall’altra parte dello schermo dello smartphone.

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