Il re di Svezia Carlo XVI Gustavo (Tomohiro Ohsumi/Getty Images)
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  • giovedì 17 Dicembre 2020

Il re di Svezia dice che il paese ha fallito contro il coronavirus

«Un gran numero di persone sono morte, ed è terribile», ha detto parlando della strategia del governo di non imporre un lockdown

Il re di Svezia Carlo XVI Gustavo (Tomohiro Ohsumi/Getty Images)

Nell’annuale intervista di fine anno alla televisione svedese SVT, il re di Svezia Carlo XVI Gustavo ha parlato degli effetti della pandemia da coronavirus nel paese, criticando duramente l’approccio adottato dal governo per contrastare la diffusione del virus, diverso da quello di tutti gli altri paesi d’Europa.

«Penso che abbiamo fallito. Un gran numero di persone sono morte, ed è terribile»

Durante la prima ondata di contagi il governo svedese scelse di non imporre lockdown, limitandosi a diffondere raccomandazioni e affidandosi alla responsabilità individuale dei cittadini, in parte nel tentativo di salvare l’economia. I casi di contagio per abitante superarono quelli di Italia e Regno Unito (mentre i morti in proporzione agli abitanti furono leggermente meno), e soprattutto tutte le statistiche svedesi furono di gran lunga peggiori di quelle degli altri paesi nordici, Danimarca, Finlandia e Norvegia, che imposero lockdown rapidi e riuscirono ad abbattere la curva dei contagi in maniera abbastanza efficace, riducendo di molto le vittime.

Con l’arrivo della seconda ondata, il governo svedese ha cambiato approccio: dalla fine di novembre il governo ha introdotto alcune restrizioni, vietando gli assembramenti di più di otto persone, chiudendo alcune scuole e vietando la vendita di bevande alcoliche dopo le 20. Sono comunque misure molto lasche rispetto a quelle adottate dal resto d’Europa, però: i ristoranti, i bar e tutti i negozi sono aperti, non c’è una raccomandazione ufficiale sull’utilizzo delle mascherine ed è da poco cominciata la stagione sciistica, con piste aperte e impianti funzionanti.

Le cose da sapere sul coronavirus

La situazione della pandemia è diventata ancora più grave negli ultimi giorni: i posti letto in terapia intensiva sono quasi esauriti in tutto il paese, e nella regione di Stoccolma, la capitale, hanno già raggiunto il 100 per cento della capienza. Nei giorni scorsi, inoltre, una commissione incaricata di indagare sulla risposta della Svezia alla pandemia da coronavirus ha pubblicato i primi risultati della sua ricerca, che si sono concentrati sulla gestione delle case di riposo e sulla protezione delle fasce più a rischio della popolazione. L’indagine ha rilevato gravi mancanze strutturali e problemi nella risposta all’emergenza, e che la «responsabilità complessiva» di quanto accaduto è del governo attuale e di quelli che l’hanno preceduto.

– Leggi anche: I problemi delle case di riposo in Svezia