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  • giovedì 5 Novembre 2020

I dati sul coronavirus in Italia di oggi, giovedì 5 novembre

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati rilevati 34.505 nuovi casi positivi da coronavirus e 445 morti a causa del COVID-19. Le persone attualmente ricoverate sono 25.647 (1.239 in più rispetto a ieri), di cui 2.391 nei reparti di terapia intensiva (99 in più di ieri) e 23.256 ricoverate con sintomi (1.140 in più di ieri). Sono stati analizzati 219.884 tamponi e testate 134.550 persone. È risultato positivo il 15,7 per cento dei tamponi di cui è stato comunicato il referto. Ieri i contagi registrati erano stati 30.548 e i decessi 352.

Il maggior numero di nuovi casi positivi è stato rilevato in Lombardia (8.822). Seguono Campania (3.888), Veneto (3.264), Piemonte (3.171), Lazio (2.735), Toscana (2.273) e Emilia-Romagna (2.180).

Le province in cui è stato accertato il numero maggiore di casi sono Milano (3.654), Roma (2.110), Torino (1.924), Napoli (1.832), Varese (973), Monza e Brianza (898), Vicenza (797), Firenze (788) e Genova (724).

Le cose da sapere sul coronavirus

– Leggi anche: Quali indicatori il governo utilizza per definire le zone rosse

Le principali notizie di oggi

  • Da venerdì 6 novembre entreranno in vigore le nuove misure restrittive decise dal governo con l’ultimo DPCM (il decreto del presidente del Consiglio che sarà in vigore fino al 3 dicembre) per cercare di contenere la nuova diffusione del coronavirus. Le restrizioni prevedono la divisione dell’Italia in tre aree, a seconda della gravità della situazione epidemiologica locale: una rossa, una arancione e una gialla, dalla più grave alla meno grave.
  • Le limitazioni maggiori saranno in Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, considerate “aree rosse”. Puglia e Sicilia sono state invece inserite in una fascia intermedia di rischio, la cosiddetta “area arancione”. Tutte le altre regioni sono considerate “aree gialle”, cioè zone del paese in cui il virus circola, ma in cui la situazione epidemiologica è considerata meno grave. Qui abbiamo spiegato tutte le limitazioni previste per ogni area.
  • Alcuni presidenti delle regioni che sono state inserite nelle “aree rosse” hanno duramente criticato la scelta del governo. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha detto che si tratta di «uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita» e che le richieste della regione «non sono state neppure prese in considerazione».
  • Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha chiesto che il governo spieghi la logica delle proprie scelte e perché siano state prese «su dati vecchi di almeno 10 giorni» e non sia stato considerato «il netto miglioramento dell’Rt».
  • Il presidente facente funzioni della Calabria, Nino Spirlì, invece ha dichiarato che la regione impugnerà «la nuova ordinanza del ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria». Per Spirlì esiste «una volontà evidentemente preconcetta di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta».
  • Al Pio Albergo Trivulzio, uno dei più famosi centri di assistenza sanitaria per anziani di Milano, c’è un nuovo focolaio di contagio da coronavirus. 64 dipendenti, su un totale di 551, sono risultati positivi ai test. Si tratta di operatori sociosanitari, tutti asintomatici, che lavorano sia nella parte del Pio Albergo Trivulzio dove ci sono i pazienti in riabilitazione e cure intermedie (che sono ricoverati per periodi di tempo più brevi), sia nella RSA, la casa di riposo in cui gli anziani non autosufficienti risiedono per periodi più lunghi.

(ANSA/Alberto Lingria/Xinhua via ZUMA Press)