La Cassazione ha confermato la condanna a Denis Verdini a 6 anni e 10 mesi per la bancarotta del Credito Cooperativo Fiorentino

La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello che aveva condannato l’ex senatore di Forza Italia Denis Verdini a 6 anni e 10 mesi per bancarotta nell’ambito di un’indagine sul Credito Cooperativo Fiorentino, una banca di cui era stato presidente. Nella serata di mercoledì Verdini si è presentato nel carcere di Rebibbia, a Roma.

In primo grado Verdini aveva ricevuto una condanna a nove anni di carcere per bancarotta e truffa. La sentenza di appello di luglio del 2018 aveva sostanzialmente confermato quella del processo di primo grado, durante il quale la tesi dell’accusa era che l’istituto di credito fosse stato utilizzato da Verdini come una specie di conto personale con il quale gestire operazioni in favore dei propri interessi e di quelli di persone a lui vicine.

Verdini inoltre avrebbe provocato il dissesto dell’istituto di credito con una gestione definita «ambiziosa quanto imprudente» e operazioni considerate «anomale»: in particolare avrebbe autorizzato la concessione di numerosi e cospicui finanziamenti ad aziende del settore edile (più del 52 per cento del credito totale), soprattutto a favore di società del gruppo Btp degli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, anche loro condannati in appello.

L’indagine nei confronti di Verdini e degli altri imputati era iniziata dopo che i commissari della Banca d’Italia avevano denunciato gravissime incongruenze nei conti della banca: il Credito Cooperativo Fiorentino era stato prima commissariato nel 2010, poi dichiarato insolvente e assorbito da Chianti Banca.

(ANSA/ANGELO CARCONI)