Screenshot del video promozionale dell'isola privata di Horse Island, che si trova nel sud-ovest dell'Irlanda ed è stata venduta per 5,5 milioni di euro a un acquirente che non l'aveva mai vista dal vivo e l'ha comprata vedendone solo il video.

Contro la pandemia qualcuno compra un’isola

La domanda di acquisto è in aumento, dicono gli agenti immobiliari che se ne occupano, e tra i motivi c'è proteggersi dal coronavirus

Screenshot del video promozionale dell'isola privata di Horse Island, che si trova nel sud-ovest dell'Irlanda ed è stata venduta per 5,5 milioni di euro a un acquirente che non l'aveva mai vista dal vivo e l'ha comprata vedendone solo il video.

L’anno scorso il Financial Times aveva pubblicato un articolo intitolato “Guida per principianti all’acquisto di un’isola privata” (“The beginner’s guide to buy a private island”), in cui Edward De Mallet Morgan, intermediario che si occupa della vendita di isole private nei Caraibi per conto dell’agenzia immobiliare britannica Knight Frank, le definiva «un bene da esibire». Ora, un anno e mezzo dopo, il New York Times ha raccontato che non solo sono aumentati i clienti che vogliono comprare un’isola privata, ma che sono anche cambiate le loro esigenze. Anziché una dimora dove trascorrere occasionali vacanze di lusso, secondo gli agenti immobiliari del settore la maggior parte delle persone che sono interessate a comprare un’isola privata cerca un posto isolato dove trasferirsi per periodi più lunghi e dove sia poco probabile essere contagiati.

Chris Krolow, amministratore delegato della società canadese che gestisce la vendita e gli affitti di isole private, Private Islands Inc., ha detto al New York Times che giugno e luglio 2020 sono stati «i mesi più intensi» dei suoi 22 anni di lavoro nel settore. Anche altri intermediari citati dal New York Times per cui la vendita di isole private era un’attività laterale rispetto alla consuete trattative immobiliari hanno iniziato a ricevere più richieste per l’acquisto di un’isola. Sia loro sia Krolow, però, hanno anche raccontato che gran parte del loro lavoro è cercare di ridimensionare le aspettative che i clienti hanno rispetto all’acquisto di un’isola privata.

Secondo John Christie, presidente della società Christie’s International Real Estate, che ha sede alle Bahamas, fino a poco tempo fa comprare un’isola privata era un fatto di prestigio: per la maggior parte degli acquirenti – che sono soprattutto uomini molto abbienti e spesso pensionati – comprare un’isola consentiva di soddisfare le proprie esigenze di privacy ma anche una certa sensazione di «dominare» il mare attorno alla propria isola. Ora, però, anziché la riservatezza e l’ostentazione, la maggiore attrattiva di un’isola privata è diventata la possibilità di isolarsi dal resto del mondo ed evitare il più possibile il contagio da coronavirus.

Per questo, che si tratti di atolli alle Maldive, in Thailandia o in Polinesia, o isole nel Mediterraneo e nel nord Europa, i potenziali compratori sono più orientati all’acquisto di un’isola anziché all’affitto.

Le cose da sapere sul coronavirus

Gli annunci per l’affitto o la vendita di isole private si possono trovare anche online, con un prezzo di richiesta che varia in base alla posizione, alla superficie e ai servizi che offre l’isola. Solitamente, la trattativa viene seguita da un agente immobiliare che mostra l’isola al potenziale acquirente, come si farebbe con un normale appartamento – negli ultimi tempi per lo più attraverso foto e video, per via delle restrizioni sugli spostamenti introdotte per limitare la diffusione dei contagi da coronavirus. Sul sito della società immobiliare di lusso di Sotheby’s, per esempio, si possono trovare isole che costano alcune centinaia di migliaia di dollari (la meno cara è in Estonia e costa circa 100mila euro), come anche isole che costano diverse decine di milioni di dollari.

Per comprare due isole private che sono in vendita in Canada o in Scozia, se si guarda gli annunci che le pubblicizzano, si spende tanto quanto si spenderebbe per acquistare un appartamento a Toronto o a Londra: la richiesta per l’isola in vendita in Canada è 675mila dollari canadesi (circa 440mila euro), e quella in Scozia 500mila sterline (circa 550mila euro). Parlando di affitti, un altro agente immobiliare citato dal New York Times, Dylan Eckardt, ha proposto a dei clienti l’affitto di un’isola privata nel Maine – lo stato più a nord-est degli Stati Uniti – per 250mila dollari alla settimana (circa 212mila euro).

Una cosa che hanno notato gli intermediari citati dal New York Times è che adesso i potenziali acquirenti sono più flessibili rispetto alla località dove cercano un’isola da comprare, sia per ragioni di vicinanza rispetto alla loro residenza, sia per ragioni di prezzo. Se fino a poco tempo fa statunitensi e canadesi erano più interessati a comprare un’isola nel Pacifico meridionale, per esempio, adesso prendono in considerazione anche isole statunitensi o canadesi, ma anche quelle dell’arcipelago delle Bahamas, che si trova a circa 150 chilometri a est della Florida, o quelle al largo del Belize, paese che si trova nel Centro America e che di recente ha riaperto i propri confini ai turisti, seppur con qualche limitazione.

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Non sempre, però, le richieste di chi può permettersi di spendere milioni di euro per comprare un’isola sono facilmente realizzabili e soprattutto gli intermediari sottolineano che non è possibile garantire che l’epidemia non arriverà mai.

Come avevano spiegato diversi agenti immobiliari al Financial Times, il problema principale di un’isola privata è che deve essere completamente autosufficiente: per abitarci tra le altre cose servono impianti di scarico, pannelli solari o generatori di energia elettrica, oltre che acqua pulita e non salata. De Mallet Morgan aveva detto che per comprare un’isola non edificata e su cui si possa poi costruire con regolare permesso si può spendere dai 5 ai 15 milioni di dollari (circa 4,2-12,7 milioni di euro), ma i costi di costruzione sarebbero poi elevatissimi perché tutti i materiali dovrebbero essere trasportati via nave o via aereo. Senza contare che su alcune isole non c’è campo telefonico e manca lo spazio per far atterrare aerei o elicotteri, o quello da destinare a varie coltivazioni, come vorrebbero alcuni potenziali acquirenti.

Inoltre, ha spiegato al New York Times Marcus Gondolo-Gordon, amministratore delegato della società britannica Incognito Property, ci sono notevoli questioni di sicurezza da tenere in considerazione: non solo alcune isole potrebbero trovarsi in territori poco sicuri o contesi, per esempio nelle aree del Mediterraneo orientale che sono rivendicate sia da Grecia sia da Turchia, ma potrebbero anche essere esposte a forti maree, uragani e all’innalzamento dei mari dovuto ai cambiamenti climatici.

A fronte delle numerose richieste, molti intermediari propongono pertanto l’affitto delle isole per periodi e prezzi più brevi o di comprare uno yacht, che garantirebbero comunque l’isolamento, almeno in via temporanea.

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Nel Mediterraneo ci sono molte meno isole in vendita rispetto per esempio alla zona dei Caraibi o alla Thailandia, e in Italia quasi tutte le isole sono di proprietà dello stato. A ogni modo, anche nel nostro paese c’è stato qualche caso di isola che era stata messa in vendita.

Negli ultimi mesi ha fatto molto discutere la vicenda dell’Isola di Gallinara, che si trova tra Albenga e Alassio, in Liguria. Lo scorso agosto i principali giornali italiani, tra cui il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore, avevano scritto che un industriale ucraino, Aleksandr Boguslayev, aveva comprato l’isola pagando 10 milioni di euro ai nove gruppi di famiglie che la possedevano; tuttavia, a metà settembre il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha esercitato il diritto di prelazione sulla villa padronale – il principale edificio dell’isola – con il proposito di farla diventare un centro di documentazione archeologica e la trattativa con Boguslayev è saltata.

Da almeno un anno è invece in vendita l’Isola Ravaiarina, che si trova nella laguna di Grado, in Friuli, e tra le altre cose ha le licenze per lo svolgimento di attività ittiche, agricole, ricettive e di ristorazione. Inoltre nel 2017, tra qualche polemica, la famiglia aristocratica siciliana che lo possiede aveva messo in vendita per 3,5 milioni di euro l’isolotto che sorge di fronte a Isola delle Femmine, e che è una riserva naturale a pochi chilometri da Palermo. Come ha raccontato il Corriere della Sera, poi, anche l’Isola di Santa Maria, che si trova sopra Marsala, nella Sicilia occidentale, è stata messa in vendita dalla famiglia Manzo, che ne è proprietaria, per 17 milioni di euro.