Al Circolo dei lettori di Torino, durante l'incontro del gruppo di lettura "Destinazione America" del primo ottobre 2020 (Circolo dei lettori)

Come leggere gli Stati Uniti

Il Circolo dei lettori di Torino ha organizzato un gruppo di lettura dedicato alla narrativa americana contemporanea per capire meglio chi voterà Trump e chi Biden

Al Circolo dei lettori di Torino, durante l'incontro del gruppo di lettura "Destinazione America" del primo ottobre 2020 (Circolo dei lettori)

Un buon modo per conoscere meglio un paese straniero, oltre a visitarlo e tenersi informati sulle notizie che lo riguardano, è leggere romanzi, racconti e autobiografie che ne parlano. Non perché aiuti a rispondere a domande di geografia di quelle che si fanno a scuola, ma perché permette di farsi un’idea più profonda di come si vive altrove. Per questo, in preparazione alle elezioni presidenziali americane, che si terranno il 3 novembre e che avranno un grande impatto generale per l’importanza degli Stati Uniti nel mondo, il Circolo dei lettori di Torino ha dedicato uno dei suoi gruppi di lettura, i cicli di incontri per parlare con altre persone con cui si sono letti gli stessi libri, proprio alla narrativa americana.

Il gruppo si chiama “Destinazione America”, dal titolo italiano del romanzo di Gary Shteyngart ambientato nell’estate precedente all’elezione di Donald Trump, e si è riunito per la prima volta ieri. Si riunirà ancora due volte prima del voto di novembre, l’8 e il 15 ottobre, dalle 19 alle 20. A curare gli incontri e la programmazione è Marta Ciccolari Micaldi, nota in giro per Internet come La McMusa, giornalista esperta di Stati Uniti che dal 2013 fa divulgazione sulla cultura americana con il suo blog e organizza viaggi guidati e corsi letterari. A Destinazione America è stato dedicato il primo incontro, mentre nel secondo e nel terzo si parlerà della raccolta di racconti Questa America di Holly Goddard Jones e dell’autobiografia di Kiese Laymon Il giusto peso.

Tre libri di narrativa per capire gli Stati Uniti
«Mi interessa anche parlare di letteratura e quindi di diversi generi letterari», ha detto al Post Marta Ciccolari Micaldi, spiegando come ha scelto i tre libri per il gruppo di lettura: «Il gruppo è insomma un’esplorazione di diversi generi letterari: un romanzo classico, e molto corposo, una raccolta di racconti lunghi e un memoir». Non è solo questo però: i tre libri sono ambientati in zone diverse degli Stati Uniti, che in comune hanno il fatto di essere poco conosciute nell’immaginario collettivo italiano, che sa molte cose su New York, San Francisco e altri grandi città, ma poco sull’interno del paese. «L’idea è mostrare che gli Stati Uniti non sono un paese ma tanti paesi insieme», ha aggiunto Ciccolari Micaldi.

Destinazione America di Gary Shteyngart parla di Barry Cohen, manager di un fondo speculativo di New York, la cui vita va in crisi dopo che a suo figlio viene diagnosticata una forma di autismo e, nello stesso periodo, viene avviata un’indagine sulle sue operazioni finanziarie dalle autorità. A quel punto Cohen sale a bordo di un Greyhound, cioè di uno di quei pullman che collegano migliaia di città degli Stati Uniti e sono usati soprattutto dalle fasce più povere della popolazione. Così, dall’East Coast, il protagonista arriva nel sud del paese, poi in Texas e infine in California, incontrando persone molto diverse da lui.

Questa America di Holly Goddard Jones, pubblicato nel 2009, è invece ambientato in una cittadina rurale immaginaria, Roma, in Kentucky. Questo stato si trova tra la catena montuosa degli Appalachi e la cosiddetta Rust Belt, quella zona che fino agli anni Ottanta era molto sviluppata a livello industriale, ma poi è entrata in una grossa crisi, economica, sociale e demografica. I racconti di Goddard Jones parlano di una cittadina dimessa in cui la vita familiare è spesso violenta: racconta insomma il disagio spesso citato nelle analisi politiche per aiutare a spiegare la vittoria di Trump alle elezioni del 2016.

Infine, Il giusto peso di Kiese Laymon è ambientato in Mississippi. Laymon è uno scrittore afroamericano e in questo libro autobiografico parla della sua esperienza di persona obesa e con la pelle nera nel sud degli Stati Uniti. Parte dall’insegnamento a difendersi dalla violenza dei bianchi impartitogli dalla madre, che negli anni lo portò a sottoporre il suo corpo a forme di violenza autoimposta: grandi abbuffate di cibo, seguite da dure perdite di peso.

«Vorrei che questi libri fossero una locomotiva, un motore per esplorare l’America», ha spiegato Ciccolari Micaldi: «Vorrei creare un dibattito che a partire dalle letture faccia mettere in discussione gli stereotipi che abbiamo sugli americani. Questi libri li smontano». In un gruppo di lettura come questo – ma anche per molti altri di quelli organizzati dal Circolo dei lettori – i libri sono il punto di partenza per un confronto allargato su temi che vanno oltre le singole storie.

Riguardo al modo con cui vuole condurre la conversazione Ciccolari Micaldi ha detto: «Dagli americani ho imparato che i dubbi e le domande valgono sempre, non sono mai stupide. Una volta mi è capitato di sentir dire a Don DeLillo, da un lettore: “Non capisco nulla di quello che scrivi, ma apprezzo che ci provi. Mi potresti spiegare il senso del tuo ultimo libro?”. Negli Stati Uniti i lettori si sentono pari agli scrittori e parlano con loro da pari».

Com’è andato il primo incontro, su Destinazione America
La maggior parte dei 30 partecipanti aveva letto il libro, ma quando si è in tanti non è facile far partire un dibattito in cui tutti abbiano lo spazio per dire la propria, soprattutto se non ci si conosce. «Ho parlato tanto io, poi ho fatto delle domande e i lettori hanno raccontato le loro esperienze di viaggio negli Stati Uniti, o altre letture che avevano fatto», ha raccontato Ciccolari Micaldi. Si è discusso soprattutto delle differenze tra la vita nelle grandi città americane e quella nelle zone rurali o comunque di provincia.

In molti facevano un confronto con le differenze tra città e province italiane, che secondo Ciccolari Micaldi è sbagliato: gli Stati Uniti sono un paese molto più grande dell’Italia, dove chi vive in grandi centri è molto lontano da chi invece vive in provincia sia geograficamente che a livello umano.

Tra i partecipanti, una coppia ha raccontato dei propri viaggi negli Stati Uniti e le esperienze con varie persone che abitano in Montana, uno stato poco frequentato dai turisti italiani. In generale, più che un dibattito c’è stata una condivisione di storie e opinioni. Verso la fine dell’incontro si è parlato di temi legati alla politica, con qualche divergenza di opinioni: come sempre, quando succede, la conversazione si è animata, tanto che l’incontro si è concluso mezz’ora dopo il previsto.

I gruppi di lettura del Circolo dei lettori e le precauzioni contro il coronavirus
Al Circolo dei lettori i gruppi di lettura sono organizzati come cicli di incontri settimanali o mensili in cui un piccolo gruppo di persone si ritrova per parlare di uno o più libri legati dallo stesso tema o scritti dallo stesso autore: un esperto conduce il dibattito e tutti possono dire la loro. I singoli incontri, che si tengono quasi tutti nella sede del Circolo in via Bogino 9, durano circa un’ora.

Per partecipare a quelli più lunghi bisogna avere la Carta Plus, un abbonamento annuale al Circolo che costa 90 euro all’anno (45 per chi ha meno di 30 anni). “Destinazione America” però è un gruppo “Flash”, più breve, e per questo basta la Carta Smart, che costa solo 20 euro (10 per chi ha meno di 30 anni).

Rispetto agli anni scorsi, per evitare contagi da coronavirus, ci sono alcune nuove regole da seguire e alcuni cambiamenti. Il primo è che si usano solo le sale più grandi della sede del Circolo, in modo da mantenere la distanza di almeno un metro tra i presenti. La prenotazione per i singoli incontri poi è obbligatoria, e viene tenuta nota dei partecipanti, nel caso li si dovesse avvisare di un eventuale contagio. C’è ovviamente un limite al numero di persone che si possono prenotare per un singolo incontro: quello della capienza della sala. A “Destinazione America” sta partecipando una trentina di persone. Infine a chiunque entri al Circolo viene misurata la temperatura con un termoscanner ed è obbligatorio indossare una mascherina per coprire bocca e naso in tutti gli spazi. Solo durante gli incontri si può togliere, dato che gli spazi garantiscono un adeguato distanziamento.