(Ludovic Marin/POOL/AP)

La Francia raddoppierà la durata del congedo di paternità

Passerà da 14 a 28 giorni, di cui 7 saranno obbligatori: altri paesi in Europa hanno tuttavia già adottato leggi più progressiste

(Ludovic Marin/POOL/AP)

Dal luglio 2021, in Francia sarà raddoppiata la durata del congedo di paternità: il periodo di astensione dal lavoro che permette ai padri di rimanere a casa dal lavoro in seguito alla nascita di un figlio. Una nuova legge annunciata a fine settembre dal presidente francese Emmanuel Macron prevede che il congedo di paternità passi da 14 a 28 giorni e che i primi 7 giorni siano obbligatori: «Quando il bambino viene al mondo, non c’è alcun motivo che sia solo la madre a prendersene cura», ha spiegato Macron presentando la nuova legge.

Il congedo di paternità in Francia era stato istituito nel 2002 e prevedeva la possibilità di assentarsi dal lavoro per 14 giorni: i primi tre giorni erano a carico del datore di lavoro e gli altri undici erano invece finanziati dalla previdenza sociale. Come in molti altri paesi, il congedo di paternità era stato introdotto per provare a riequilibrare il ruolo che i genitori hanno nell’accudimento di un figlio appena nato, per favorire il benessere del bambino e ridurre le disuguaglianze professionali di genere, visto che sono le madri a doversi assentare più a lungo dal lavoro per dedicarsi ai figli.

Con la legge del 2002, la Francia era diventato uno dei paesi europei a prevedere un più lungo congedo di paternità, ma negli anni altri paesi hanno adottato leggi più progressiste e anche in Francia movimenti femministi e molti sindacati avevano cominciato a chiedere estensioni del congedo di paternità. Attualmente, secondo uno studio fatto nel 2018 da un’agenzia governativa, in Francia il congedo di paternità viene utilizzato da sette padri su dieci, con forti disparità tra i potenziali beneficiari. Vi fanno ricorso in prevalenza coloro che hanno un lavoro stabile (meno della metà dei padri con un contratto di lavoro a tempo determinato chiede il congedo) e che lavorano nel settore pubblico, dove il congedo di paternità è chiesto dall’88 per cento dei dipendenti.

Ora, il governo prevede di rendere obbligatori i primi sette giorni del nuovo congedo di paternità e sta valutando di introdurre delle multe fino a 7.500 euro per le aziende che non rispetteranno la legge. I successivi 21 giorni saranno invece facoltativi, ma dovranno comunque essere retribuiti. I primi tre giorni resteranno a carico del datore di lavoro, mentre i successivi 25 saranno pagati dal sistema di previdenza francese per una spesa complessiva prevista di circa 500 milioni di euro all’anno a partire dal 2022. La riforma sul congedo di paternità sarà inclusa nel disegno di legge per il finanziamento della previdenza sociale (PLFSS) e verrà presentata nelle prossime settimane.

L’estensione del congedo di paternità decisa da Macron è stata annunciata pochi giorni dopo la presentazione di uno studio commissionato dal governo sull’importanza della presenza di entrambi i genitori dopo la nascita di un figlio. Lo studio – condotto da un gruppo di esperti presieduto dal noto neuropsichiatra francese Boris Cyrulnik – è stato pubblicato a inizio settembre: tra le altre cose, raccomandava l’estensione del congedo di paternità a nove settimane frazionabili, in nome di una serie di «effetti positivi sullo sviluppo del bambino». L’estensione decisa da Macron è più limitata, ma Cyrulnik ha comunque detto di essere soddisfatto della nuova proposta di legge, considerandola un inizio promettente.

Per Hélène Périvier, esperta di politiche sociali e familiari, questa misura «va nella giusta direzione», ma non è sufficiente a riequilibrare i ruoli di genere all’interno della famiglia: «C’è l’idea che questa misura riequilibrerà la condivisione dei compiti familiari e professionali. Su questo punto sono più prudente. Il congedo di paternità prolungato, inoltre, non cambierà radicalmente la questione delle disuguaglianze sul lavoro tra uomini e donne. (..) E non cambierà ciò che accadrà più tardi, nei tre anni precedenti alla scuola. Il problema della cura dei bambini piccoli rimane irrisolto».

– Leggi anche: Una legge europea garantirà il congedo di paternità

Gli altri paesi europei hanno regole sul congedo di paternità molto diverse tra loro, anche se nel 2019 l’Unione Europea aveva reso obbligatorio per tutti il riconoscimento di almeno 10 giorni di congedo di paternità retribuito.

Oggi i paesi con il numero più alto di settimane per il congedo di paternità sono Norvegia (18 settimane), Spagna (12 settimane, di cui 4 obbligatorie), Finlandia (9 settimane), e Portogallo (5 settimane, di cui 4 obbligatorie). Altri paesi hanno tuttavia sistemi diversi che prevedono la possibilità di congedi più lunghi trasferibili in alcuni casi tra madre e padre (in questi casi si parla di congedo parentale).

In Italia il congedo di paternità è stato introdotto in via sperimentale dalla legge Fornero per il triennio 2013-2015. Dal 2020 sono previsti sette giorni di congedo di paternità obbligatori e un giorno di congedo facoltativo che è possibile richiedere solo se la madre del figlio rinuncia a un giorno di congedo di maternità. Il congedo è retribuito al 100 per cento ed è a carico dell’INPS, l’istituto previdenziale che si occupa di garantire i servizi assistenziali ai lavoratori italiani. Sono poi disponibili fino a 11 mesi di congedo parentale, parzialmente retribuito, fruibili da entrambi i genitori dopo la fine del congedo di maternità obbligatorio.