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  • venerdì 21 Agosto 2020

I dati della settimana sul coronavirus in Italia

È stata la quinta consecutiva con un aumento dei contagi, ma ci sono più asintomatici e più casi di trasmissione tra i giovani

Nell’ultima settimana, tra venerdì scorso e giovedì, sono stati accertati in Italia 3.883 nuovi casi di coronavirus, un aumento del 28 per cento rispetto ai sette giorni precedenti, e del 90 per cento rispetto alla settimana ancora precedente. È l’incremento settimanale più alto dalla settimana che si concluse il 21 maggio scorso, ed è la quinta settimana di fila che i contagi sono in aumento, pur rimanendo ancora a livelli molto contenuti se paragonati con i mesi iniziali della pandemia.

I dati settimanali sui contagi e i decessi offrono un quadro più completo e chiaro dell’andamento dell’epidemia, a differenza dei bollettini quotidiani che possono subire grandi variazioni a seconda che sia, per esempio, il weekend o un giorno infrasettimanale, e che comunque sono meno utili per individuare le tendenze.

Il dato settimanale sui nuovi decessi di persone che avevano contratto il coronavirus sta seguendo un andamento diverso rispetto a quello dei contagi: dopo un leggero aumento la settimana scorsa, è tornato a diminuire. Ne sono stati registrati 33 negli ultimi sette giorni, il secondo dato più basso dall’inizio dell’epidemia, dopo quello di due settimane fa. Il 15 agosto l’Emilia-Romagna ha comunicato 154 morti avvenute nei mesi precedenti e che non erano ancora state conteggiate: per questo le abbiamo tolte dal totale settimanale.

Nel suo ultimo rapporto settimanale, che riguarda i giorni dal 10 al 16 di agosto, l’Istituto Superiore di Sanità parla di «importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale» e dice che l’Italia «si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento».

Le cose da sapere sul coronavirus

Secondo l’ISS, la maggior parte dei nuovi casi è legata a trasmissione del virus avvenuta in Italia (nella settimana a cui fa riferimento il rapporto, solo il 28,3 per cento dei casi arriva dall’estero), con un aumento della trasmissione soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione. L’età mediana dei casi diagnosticati nella settimana di riferimento (cioè l’età che considerando tutti i casi permette di dividerli in due parti uguali) è stata di 30 anni e, dice l’ISS, la circolazione oggi avviene «in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità», «con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero».

L’ISS ha però riscontrato anche «una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici»: il numero dei casi sintomatici confermati è rimasto stazionario in tutta Italia, con un indice di trasmissione (Rt) calcolato sui casi sintomatici pari a 0,83. Questo indice, secondo l’ISS, è ancora il modo migliore per il monitoraggio della trasmissibilità del virus a livello regionale, ma «potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale».

Nella settimana tra il 10 al 16 di agosto, meno di un terzo dei casi sono stati individuati in quanto sintomatici. Il 28,6 per cento dei casi sono stati individuati con attività di screening (cioè con normali attività di test routinari), mentre il 34 per cento dei casi sono stati individuati con attività di contact tracing, risalendo ai contatti di persone di cui era stata confermata la positività.

Tutte le regioni hanno confermato nuovi casi nel periodo di riferimento del resoconto dell’ISS, seppur con grandi differenze. In alcune regioni è stato segnalato un aumento dei casi di ospedalizzazione, anche se per ora non ci sono criticità particolari. In tutta Italia sono stati individuati 1.077 focolai, di cui 281 nuovi rispetto alla settimana precedente (si definisce focolaio l’identificazione di 2 o più casi collegati tra di loro). L’aumento dei focolai, nota l’ISS, sta producendo un grosso carico di lavoro per i servizi territoriali, impegnati nelle attività di screening e contact tracing. 

Il numero di test fatti negli ultimi sette giorni è aumentato rispetto alle settimane precedenti, così come il numero di persone testate. Un segnale dell’aumento delle attività di ricerca dei casi che non si limita alla conferma dei casi sintomatici.