(ANSA/CARMELO IMBESI)
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  • giovedì 20 Agosto 2020

Sono stati trovati dei resti umani che potrebbero essere di Gioele Mondello

Un volontario li ha trovati poco distante da dov'era il corpo della madre, Viviana Parisi: ora verranno eseguite le analisi del DNA

(ANSA/CARMELO IMBESI)

Mercoledì 19 agosto un volontario che stava partecipando alle ricerche per Gioele Mondello, il bambino di 4 anni di cui non si hanno più notizie dal 3 agosto, ha trovato alcuni resti umani che secondo le prime analisi sarebbero compatibili con il suo corpo. I resti sono stati trovati a poca distanza dal posto in cui l’8 agosto era stato trovato il corpo della madre di Gioele Mondello, Viviana Parisi, con la quale il bambino si trovava il 3 agosto quando i due erano stati visti per l’ultima volta mentre scavalcavano un guardrail dell’autostrada Messina-Palermo, nei pressi di Caronia.

Vicino ai resti sono state trovate anche delle scarpe e una maglietta, che ne hanno aiutato la prima identificazione: oggi verranno eseguite le analisi del DNA per stabilire con certezza se i resti trovati siano di Mondello. Il ritrovamento dei resti non ha per ora aiutato a chiarire le circostanze in cui sarebbe morto, ma nei prossimi giorni sarà eseguita un’autopsia.

Lo scorso 3 agosto Viviana Parisi era uscita di casa con il figlio dicendo al marito – Daniele Mondello – di essere diretta al centro commerciale di Milazzo, distante circa 30 chilometri, e lasciando a casa il suo telefono cellulare. Parisi non era andata verso Milazzo: al contrario si era diretta verso Palermo, entrando in autostrada. In base alle successive ricostruzioni si sa che ne era uscita – senza pagare il pedaggio – all’altezza di Sant’Agata di Militello, e poi era rientrata sempre allo stesso casello, e sempre in direzione Palermo, dopo circa 20 minuti. Poco dopo il rientro in autostrada, e dopo che aveva viaggiato piuttosto lentamente, all’altezza di Caronia – a circa 15 chilometri da Sant’Agata di Militello – l’auto guidata da Parisi aveva tamponato un furgoncino all’interno di una galleria e si era fermata appena fuori da quella galleria.

Secondo alcuni testimoni oculari, in seguito all’incidente Parisi aveva abbandonato l’auto lungo la strada e, con il figlio in braccio, aveva scavalcato il guardrail, per poi allontanarsi nella campagna circostante. Nella sua auto la polizia stradale avrebbe trovato poi la sua borsa, con all’interno i documenti e un centinaio di euro prelevati da poco.

Il corpo di Parisi era stato trovato l’8 agosto ai piedi di un pilone dell’elettricità, poco distante da dove era stata vista per l’ultima volta. Gli investigatori hanno ipotizzato che potesse essersi suicidata buttandosi dal pilone, ma per ora non sembrano esserci grandi certezze. Su cosa sia successo a Gioele Mondello sono state fatte diverse ipotesi, anche se nessuna sembra essere più solida di altre. Ieri il procuratore di Patti Angelo Cavallo, che sta seguendo le indagini, ha detto: «Abbiamo sempre pensato che il bambino fosse in questo posto e purtroppo i fatti ci danno ragione».

I resti che potrebbero appartenere al corpo di Gioele Mondello sono stati trovati in una zona coperta da rovi, da un volontario che insieme ad altri stava aiutando le ricerche. Nella zona in cui sono stati trovati i resti, a poche centinaia di metri dall’autostrada, avevano cercato anche la Protezione Civile e i carabinieri, senza trovare niente. I resti, scrivono i giornali, non sono completi – ci sarebbero solo alcune parti del busto e del femore – e sembra che il corpo sia stato fatto a pezzi da animali selvatici: non è chiaro se prima o dopo la morte.

Daniele Mondello, padre di Gioele, ha ringraziato su Facebook i volontari che hanno partecipato alle ricerche, criticando il fallimento delle ricerche organizzate dalle forze dell’ordine. «Se non ci foste stati voi, chissà se e quando lo avremmo ritrovato», ha scritto. «Cinque ore di lavoro di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti, mi fanno sorgere dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche».