La manifestazione del 25 luglio 2020 a Khabarovsk. I cartelli dicono "Libertà per Sergei Furgal" e "No putinismo" (AP Photo/Igor Volkov)
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  • domenica 2 Agosto 2020

Non è un buon momento per Putin

Da tre settimane ci sono proteste diverse dal solito nell'est del paese, ed esperti e analisti sostengono che stia perdendo autorità

La manifestazione del 25 luglio 2020 a Khabarovsk. I cartelli dicono "Libertà per Sergei Furgal" e "No putinismo" (AP Photo/Igor Volkov)

Lo scorso 9 luglio Sergei Furgal, il governatore della regione di Khabarovsk, che si trova all’estremo oriente della Russia, a pochi chilometri dal confine con la Cina, è stato arrestato con l’accusa di essere coinvolto in alcuni omicidi avvenuti circa quindici anni prima. Il suo arresto ha provocato manifestazioni particolarmente insolite in questa parte della Russia, sia per le dimensioni, sia per la durata.

Le proteste proseguono da oltre tre settimane, ma da una decina di giorni sono diventate più intense, a causa della rimozione di Furgal decisa dal governo russo guidato dal presidente Vladimir Putin. Il 20 luglio Putin ha rimpiazzato l’ex governatore con un uomo dello stesso partito di Furgal, ma senza alcuna conoscenza del territorio. Secondo alcuni analisti citati dal Financial Times, le manifestazioni di Khabarovsk sarebbero un segnale del fatto che Putin stia perdendo autorità e non sappia reagire al malcontento che sta emergendo in alcune zone della Russia.

La regione di Khabarovsk è una delle 85 divisioni amministrative che compongono la Federazione Russa, quella col territorio più esteso ma anche meno popolato. Per dare l’idea, la sola regione di Khabarovsk occupa la superficie di oltre 788mila chilometri quadrati, più di due volte e mezzo la superficie dell’Italia, ma è abitata da circa 1 milione e 300mila persone (l’Italia ha circa 60 milioni di abitanti).

Sergei Furgal viene scortato fuori da un’aula di tribunale a Mosca il 10 luglio 2020 (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Giovedì 9 luglio, Furgal è stato prelevato dalla polizia mentre si trovava nella propria auto vicino a casa, nella città di Khabarovsk, ed è stato caricato su un furgone e trasferito subito a Mosca. Il governo lo ha accusato di essere stato coinvolto in alcuni omicidi avvenuti tra il 2004 e il 2005. Furgal ha negato le accuse e attualmente si trova in un carcere a Mosca in attesa di giudizio.

L’arresto di Furgal, che fa parte del Partito liberal-democratico, un movimento populista dell’opposizione, ha mobilitato migliaia di persone, che da sabato 11 luglio si sono trovate per manifestare pacificamente contro l’arresto del loro leader politico: alcune hanno protestato perché convinte della sua innocenza, altre hanno chiesto che comunque venga processato a Khabarovsk e non a Mosca, che si trova a oltre 6mila chilometri di distanza.

La situazione è peggiorata il 20 luglio, quando Putin ha nominato un nuovo governatore, Mikhail Degtyaryov, che pur venendo dallo stesso partito di Furgal, il Partito liberal-democratico, non è stato accolto con entusiasmo dalla popolazione locale. Da quel giorno, Putin è diventato l’obiettivo principale delle proteste a Khabarovsk.

Finora Putin non è intervenuto direttamente nella questione: alcuni analisti politici ritengono che sia per mancanza di interesse nei confronti di una zona così remota, altri sostengono che abbia sottovalutato la portata delle manifestazioni e non sia più in grado di contenerle. Il Financial Times ha scritto che, secondo quanto riferito dal portavoce di Putin, per il presidente le proteste si starebbero calmando.

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Furgal è stato fermato due giorni dopo un altro arresto controverso, ma soprattutto a breve distanza dal referendum sulle modifiche alla Costituzione russa tenuto l’1 luglio, tra le quali c’era anche la proposta di annullamento del vincolo del doppio mandato presidenziale consecutivo, che di fatto permetterà a Putin di farsi rieleggere, rimanendo al potere fino al 2036.

Malgrado le proposte del referendum voluto da Putin siano state approvate con oltre i tre quarti dei consensi, secondo il Financial Times le manifestazioni di Khabarovsk e la crescente insoddisfazione anche in altre zone della Russia sarebbero un segnale che il presidente stia perdendo autorità o quantomeno gli stia sfuggendo il controllo sui governatori non del suo partito.

Già le votazioni del settembre 2018, quando Furgal era stato eletto con una grande maggioranza, battendo proprio il candidato del partito di Putin (Russia Unita), avevano dimostrato che il consenso attorno al presidente non era poi così ampio: una cosa che non era stata prevista, ma che forse non era poi così imprevedibile, date anche la forte tendenza nazionalista del Partito liberal-democratico e la posizione remota di Khabarovsk.

«Il Cremlino ha dimenticato come si risponde politicamente a questioni come queste. Sta perdendo la capacità di reagire al malcontento della società», ha detto Tatiana Stanovaya, analista politica e fondatrice della società russa R.Politik, che si occupa di analisi politica indipendente.

Attualmente 59 degli 85 governatori delle divisioni amministrative russe sono di Russia Unita, il partito di Putin, che comunque ha il potere di destituirli o nominare nuovi governatori. Secondo alcuni, con l’arresto di un politico come Furgal, che aveva ottenuto grande consenso alle ultime elezioni locali, Putin ha voluto mandare un chiaro messaggio ai suoi oppositori, anche in vista delle prossime elezioni parlamentari, per le quali i sondaggi mostrano un declino della sua popolarità.

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