Ettore Marchi, attaccante della Juventus Under 23 (Marco Alpozzi/LaPresse)
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  • venerdì 31 Luglio 2020

La Juventus U23 non è una squadra come le altre

Alcuni giocatori usati dalla Juventus nelle ultime partite di Serie A provengono dall'unica "squadra riserve" italiana, emblema di un progetto finora malriuscito

Ettore Marchi, attaccante della Juventus Under 23 (Marco Alpozzi/LaPresse)

Nel criticare la scelta della Lega Serie A di far giocare le ultime cinque partite di campionato in tredici giorni – l’ultima delle quali a meno di una settimana dal ritorno degli ottavi di Champions League – l’allenatore della Juventus Maurizio Sarri ha parlato di un possibile impiego nell’ultima giornata dei giocatori della squadra Under 23, le cosiddette “riserve”. Alcuni di loro sono già stati utilizzati a Cagliari nella penultima giornata, dopo che nel loro campionato di Serie C hanno vinto la Coppa Italia di categoria.

Non bisogna confondere i giocatori della squadra riserve con quelli del più famoso campionato giovanile in Italia, il campionato Primavera. Questi infatti non superano i diciannove anni e durante la stagione giocano soltanto contro i loro coetanei in un campionato giovanile. Le riserve invece arrivano fino a ventitré anni – con alcuni fuori quota, peraltro – e disputano il campionato professionistico di Serie C. Nel caso della Juventus, poi, lo fanno con buoni risultati.

La Juventus U23 è stata fondata nel 2018 sfruttando l’introduzione nel calcio italiano delle squadre riserve, una delle riforme chieste con insistenza da una parte del movimento calcistico dopo la storica esclusione della Nazionale maschile dai Mondiali in Russia. Da allora, secondo le norme federali, ciascuna squadra di Serie A può istituire una propria squadra riserve e iscriverla alla Serie C con l’obiettivo principale di valorizzare i giovani offrendogli un campionato più competitivo del torneo Primavera.

Dany Mota Carvalho (LaPresse/Alberto Gandolfo)

Il progetto delle squadre riserve, tuttavia, si può ritenere fallimentare, almeno finora. Negli ultimi due anni soltanto la Juventus ne ha istituita una; le altre squadre di Serie A hanno preferito non partecipare, ritenendolo un impegno troppo gravoso, sia dal punto di vista economico, considerando che il costo di un campionato di Serie C è compreso tra i 3 e i 4 milioni di euro a stagione, sia dal punto di vista organizzativo, con uno staff in più da ingaggiare e altri dirigenti da formare.

La Juventus sta utilizzando la squadra riserve soprattutto per scopi di mercato, dato che i costi di gestione rientrano in quelli previsti per le giovanili, esenti dalle norme finanziare della UEFA. Da anni la Juventus è una di quelle squadre italiane che si possono permettere di investire in giocatori che difficilmente arriveranno a giocare in prima squadra, ma dai quali si possono ricavare – vendendoli – plusvalenze da registrare nei bilanci di fine anno, per migliorarli. La squadra riserve sembra stia aiutando la società in questo, a giudicare dalla quantità di operazioni concluse in questi due anni.

Quella che ha fatto più discutere ha riguardato il centrocampista brasiliano Matheus Pereira, di ventidue anni, scambiato a inizio anno con il Barcellona per il diciottenne Alejandro Marques. I due giocatori, senza presenze in prima squadra, si sono trasferiti in prestito, ma le due società si sono promesse di pagarsi a vicenda 8 milioni di euro entro tre anni.

Alejandro Marques (Marco Alpozzi/LaPresse)

Di operazioni simili se ne trovano altre. Stephy Mavididi, comprato nel 2018 per 1 milione e mezzo di euro, è stato venduto di recente al Montpellier per oltre 6 milioni; l’attaccante nordcoreano Kwang-song Han, comprato per 4 milioni di euro dal Cagliari, è stato venduto in Qatar dopo un anno per 7 milioni; il difensore svedese Mattias Andersson è stato ceduto al Sion per 4 milioni tre anni dopo essere stato pagato 250mila euro. Nessuno di questi ha mai giocato in prima squadra, a differenza di Simone Muratore, giocatore cresciuto nelle giovanili della Juventus e ceduto all’Atalanta a stagione in corso per 7 milioni di euro.

Nel suo primo anno di attività, la Juventus U23 ha concluso il campionato di Serie C al dodicesimo posto. In quest’ultima stagione, allenata da Fabio Pecchia, reduce da una retrocessione in Serie A con il Verona, la squadra ha vinto la Coppa Italia di Serie C ottenendo la qualificazione ai playoff, conclusi con una sconfitta contro la Carrarese al secondo turno nazionale. Nella prossima stagione Pecchia verrà sostituito da Andrea Pirlo, che quindi inizierà la carriera da allenatore nel club in cui ha concluso quella da calciatore in Italia.