(EPA/RONALD WITTEK)
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  • giovedì 16 Luglio 2020

L’uomo in fuga nella Foresta Nera

Nel sud-ovest della Germania centinaia di poliziotti cercano da giorni un 31enne che si pensa sia scappato lì dopo aver rubato le armi a quattro agenti

(EPA/RONALD WITTEK)

Da cinque giorni nel sud-ovest della Germania, nei pressi della città di Oppenau e della vicina Foresta Nera, centinaia di poliziotti cercano un uomo che si chiama Yves Etienne Rausch, ha 31 anni, ed è in fuga da domenica 12 luglio. L’uomo è accusato di aver disarmato quattro agenti che erano andati da lui dopo che alcune persone l’avevano visto vagare con atteggiamenti sospetti, vestito con una divisa mimetica e munito di arco e frecce.

Dopo le segnalazioni, i quattro agenti erano andati dove viveva Rausch – la Deutsche Welle ha parlato di una «capanna nel bosco» – e all’inizio lui era stato disponibile: con calma aveva consegnato loro il proprio arco e anche una sorta di lancia. Poi però, mentre uno degli agenti lo perquisiva, Rausch aveva tirato fuori una pistola, usandola per minacciare l’agente che lo stava perquisendo e ottenere poi quelle degli altri tre. Subito dopo era scappato nel bosco.

Come ha scritto il New York Times, già prima degli eventi di questi giorni Rausch era noto nella zona come «un tipo eccentrico» che «indossava spesso, anche nei giorni più caldi, un pesante cappotto nero». Sempre secondo il New York Times non era però considerato un personaggio pericoloso. I tabloid di mezzo mondo – e i giornali italiani – lo definiscono in questi giorni “il Rambo della foresta nera”.

– Leggi anche: Lo chiamavano Rambo

Rausch ha alcuni precedenti penali: ha passato un po’ più di tre anni in carcere dopo aver ferito una persona con una balestra, a quanto pare in seguito a una discussione. Nella sentenza di condanna del 2010 la sua pena era stata ridotta perché dopo averla colpita aveva aiutato la persona ferita e chiamato i soccorsi. Sembra anche che Rausch abbia precedenti per piccoli furti. Deutsche Welle ha scritto che negli ultimi mesi aveva vissuto nella «capanna nel bosco» (non è ben chiaro se abusivamente o meno) perché era stato sfrattato dall’appartamento in cui viveva dopo non averne pagato l’affitto.

Sembra che per mantenersi facesse piccoli lavoretti di giardinaggio o manutenzione. Dopo l’inizio della “caccia all’uomo” che lo riguarda, diversi tabloid tedeschi – in particolare la Bild – hanno pubblicato alcune immagini in cui lo si vede vestito con indumenti ed equipaggiamenti militari, compresa una maschera antigas e un visore notturno.

Le attività di ricerca di Rausch si stanno rivelando particolarmente difficili per la polizia, che nei giorni passati era arrivata a impiegare più di 400 agenti, perché si ritiene che Rausch conosca nel dettaglio l’area boschiva in cui si pensa si stia nascondendo e non avrebbe grandi problemi a doverci restare anche per svariati giorni. «La foresta è il suo salotto», ha detto Reinhard Renter, capo della polizia di Offenburg. Renter ha aggiunto di non ritenere che Rausch abbia scopi politici e che «visto il suo carattere è anche possibile che scelga di consegnarsi lui stesso». Si sta anche pensando di trasmettere da alcuni elicotteri dei messaggi indirizzati a lui, per convincerlo a consegnarsi senza opporre resistenza.

Tra le tante notizie di questi giorni, la Bild aveva pubblicato anche quello che sosteneva fosse un “manifesto” che a giugno Rausch aveva lasciato in un ristorante. Si è però capito piuttosto presto che il testo – intitolato “Il richiamo della foresta” (come il noto libro di Jack London) e genericamente anti-tecnologico – era stato scritto nel 2005 da un’altra persona, e da lì era girato su internet in varie forme e su vari canali. Il testo, comunque, non sembra contenere minacce di nessun tipo per nessuno.

Se dovesse essere trovato e condannato per aver rubato le armi agli agenti, Rausch rischierebbe un minimo di cinque anni di prigione.