La Corte Suprema degli Stati Uniti. (Stefani Reynolds/Getty Images)
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  • venerdì 10 Luglio 2020

Quasi metà dell’Oklahoma è una riserva indiana

Almeno per quanto riguarda il sistema penale: lo ha deciso la Corte Suprema in una sentenza importantissima per i nativi americani

La Corte Suprema degli Stati Uniti. (Stefani Reynolds/Getty Images)

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito giovedì che quasi metà dello stato dell’Oklahoma è una riserva indiana, per quanto riguarda la giurisdizione del sistema penale. È una decisione molto importante per la comunità di nativi americani dello stato e di tutto il paese: la conseguenza più importante è che, sulla base delle leggi americane, le autorità statali non potranno più perseguire i reati commessi dai nativi americani nella regione, sui quali avranno giurisdizione solo le autorità federali (cioè quelle nazionali).

La metà dell’Oklahoma dichiarata territorio indiano è quella orientale, colorata di arancione nella mappa.

La decisione della Corte Suprema è stata presa valutando il caso di Jimcy McGirt, un nativo americano della tribù Muscogee (conosciuta anche come Creek) accusato dalle autorità statali dell’Oklahoma di abusi sessuali su un minore. McGirt aveva fatto ricorso sostenendo che, essendo avvenuti i presunti crimini all’interno dei confini storici del territorio della sua tribù, poteva essere perseguito solo dalle autorità federali. È vero, ha stabilito la Corte Suprema, visto che il Congresso non ha mai formalmente revocato la sovranità dei Muscogee sul territorio, che copre circa metà dello stato e in cui vivono quasi 2 milioni di persone, soltanto il 10 per cento delle quali è di origini native.

Le conseguenze concrete devono ancora essere chiarite. Nelle udienze precedenti alla sentenza, la giudice Ruth Bader Ginsburg aveva espresso preoccupazione per centinaia di casi di condanne che potrebbero richiedere nuovi processi nei tribunali federali. Ci sono dubbi anche su come sarà applicata la legge per quanto riguarda altre materie  legali normalmente di competenza delle autorità statali, come quelle sulle adozioni.

La Corte Suprema ha deciso con 5 voti contro 4: è stato decisivo il voto di Neil Gorsuch, giudice conservatore che però ha votato insieme a quelli progressisti. Gorsuch, che fu nominato da Donald Trump, è l’unico membro della Corte proveniente dall’Ovest – più precisamente dal Colorado – ed è noto per le sue opinioni in difesa dei nativi americani. «Dato che il Congresso non ha detto altrimenti, stabiliamo che il governo rispetti la parola data», ha detto Gorsuch annunciando la decisione.

I Muscogee erano una tribù originariamente insidiata nei territori che ora corrispondono al Tennessee, all’Alabama e alla Georgia, più a est rispetto all’Oklahoma. Negli anni Trenta dell’Ottocento però, sotto la presidenza di Andrew Jackson, furono costretti a spostarsi verso Ovest: il loro ricollocamento forzato, che avvenne insieme a quello di altre tribù come i Cherokee, prese il nome di “Sentiero delle lacrime”, perché a centinaia morirono di freddo e stenti durante il viaggio.