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  • venerdì 19 Giugno 2020

I camion pieni di soldi fermati in Argentina

Sono stati sequestrati milioni di pesos: una delle ipotesi è che c'entrino le restrizioni ai movimenti per contenere il coronavirus

Da qualche giorno i giornali argentini si stanno occupando di alcune operazioni di polizia durante le quali, sulla strada che dal nord del paese va verso Buenos Aires, sono stati fermati dei camion in cui sono state trovate centinaia di buste contenenti denaro contante, nascoste in scatole di cartone. Il giudice che sta seguendo il caso non ha escluso che la questione sia legata al narcotraffico e al riciclaggio di denaro, mentre il procuratore pensa che sia una conseguenza alle limitazioni imposte per la pandemia da coronavirus.

L’ultima operazione della polizia stradale è avvenuta lo scorso mercoledì vicino alla città di Colonia Dora. Mentre gli agenti controllavano un camion carico di sacchi di zucchero, nella cabina di guida hanno trovato uno scatolone contenente 25 buste bianche piene di denaro contante, per un totale di circa 3 milioni e mezzo di pesos (circa 45mila euro). Durante la perquisizione è stato trovato anche un elenco con i nomi dei potenziali proprietari delle buste. La prima operazione risale al 9 giugno e sono stati sequestrati 11 milioni di pesos, la seconda al 10 giugno, la terza al 14 giugno e l’ultima al 17. La quantità totale di denaro sequestrata finora è di circa 32 milioni di pesos (corrispondenti a quasi mezzo milione di euro).

Pedro Simón, il procuratore federale che indaga sul caso, sulla base delle indagini e delle dichiarazioni di due conducenti fermati ha spiegato che l’ipotesi principale è che i soldi vengano portati a Buenos Aires per comprare vestiti, per poi rivenderli nel nord del paese. «Riteniamo che il caso sia legato alle restrizioni alla circolazione in vigore in tutto il paese a causa del coronavirus». Il metodo dei camion con le buste di contanti avrebbe dunque sostituito i cosiddetti “tour dello shopping”: durante questi viaggi, prima della pandemia, gruppi di persone raggiungevano Buenos Aires portando con sé significative somme di denaro, per comprare abbigliamento all’ingrosso e poi rivenderlo. A ogni tour, ha spiegato il procuratore, partecipavano circa 50 persone con circa 200 mila pesos ciascuno (2.500 euro): «Ora non possono viaggiare e quelle 50 persone si sono organizzate e spediscono i soldi in un camion». In questo modo, evitano i controlli che implicherebbe un trasferimento di denaro attraverso il sistema bancario.

Il giudice federale a cui è stato assegnato il caso, Guillermo Molinari, ha detto però che non è stata esclusa alcuna ipotesi alternativa, tra cui quella di riciclaggio di denaro e traffico di droga. Molinari ha dichiarato che è «sorprendente» come in meno di dieci giorni siano stati sequestrati così tanti contanti in quattro camion, e ha espresso dei dubbi circa l’ipotesi principale del procuratore: «Trenta milioni di pesos inviati per comprare vestiti? Non riesco a pensare che si tratti di vestiti». Le indagini si stanno ora concentrando sui nomi delle persone che compaiono sulle buste.